In Turchia il primo World Humanitarian Summit, Ban Ki-moon: "Non lasciare indietro nessuno"

23 maggio 2016 ore 21:36, Andrea Barcariol
Oltre 6.000 persone in rappresentanza di 80 paesi, organizzazioni umanitarie, esponenti delle comunità colpite, della società civile e del settore privato. E' il World Humanitarian Summit, convocato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki moon che si è tenuto oggi e proseguirà domani a Istanbul. Per la prima volta  al centro di un summit mondiale ci sono le crisi umanitarie con l'obiettivo
di dimezzare il numero di persone sfollate entro il 2030. “Non lasciare indietro nessuno. Questa è la base per gli obiettivi di Sviluppo sostenibile del 2030. Vi esorto a impegnare a dimezzare il numero degli sfollati interni e a trovare migliori soluzioni di lungo termine per i rifugiati e gli sfollati, in base ad un’equa condivisione delle responsabilità”, ha sottolineato Ban Ki-moon.
Tra gli altri obiettivi proposti dal capo delle Nazioni Unite il lavoro in materia di prevenzione e risoluzione dei conflitti, la protezione dei civili facendo rispettare il diritto internazionale, l'aumento della cooperazione tra le organizzazioni di aiuto umanitario e la fornitura di finanziamenti più diretti alle comunità locali. A livello mondiale, circa 130 milioni di persone fanno affidamento sugli aiuti per la sopravvivenza, ha spiegato il segretario generale aggiungendo che il numero degli sfollati ha raggiunto un livello record dalla Seconda guerra mondiale. Non solo. Anche a causa dell'intensificarsi della frequenza di violenti fenomeni atmosferici sono 218 milioni le persone che ogni anno sono colpite da calamità, 60 milioni di sfollati (di cui 40 milioni  interni e 20 rifugiati), con conflitti crescenti in molti paesi e un flusso migratorio sempre più consistente.

In Turchia il primo World Humanitarian Summit, Ban Ki-moon: 'Non lasciare indietro nessuno'
Si stima che attualmente nel mondo  siano 125 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti umanitari e, per aiutarle, sarebbe necessaria la cifra record di 20,1 miliardi di dollari: cinque volte di più rispetto a 10 anni fa, secondo le stime dell’Onu. A lanciare l’allarme sugli impegni disattesi dai Governi è la rete AGIRE. «I rapidi cambiamenti nel mondo e l’evolversi degli scenari di crisi ci richiedono una corrispondente capacità di trasformazione, innovazione ed adattamento per garantire e migliorare l’efficacia dell’azione umanitaria - spiega Alessandra Fantuzi, coordinatrice di AGIRE - Accogliamo con favore i principi indicati dal World Humanitarian Summit come cuore ed anima dell’Agenda umanitaria, ma ci auguriamo che le forti contraddizioni tra la realtà delle politiche attuate dai Governi e le buone pratiche proposte dalle Nazioni Unite, non impediscano a queste ultime di generare cambiamenti concreti». Anche Papa Francesco, in occasione dell'Angelus, ha voluto fare una preghiera speciale per l’avvio a Istanbul del primo Vertice umanitario mondiale: “Accompagniamo con la preghiera i partecipanti a tale incontro perché si impegnino pienamente a realizzare l’obiettivo umanitario principale: salvare la vita di ogni essere umano, nessuno escluso, in particolare gli innocenti e i più indifesi”.
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