Centrodestra, Salvini e Berlusconi: occhio all'effetto Le Pen

23 marzo 2015, intelligo
Centrodestra, Salvini e Berlusconi: occhio all'effetto Le Pen
Che succede in Francia? Il turno elettorale nei dipartimenti tradisce in parte i pronostici, riserva alcune sorprese e consegna alla riflessione degli analisti e degli opinion leader uno scenario che potrebbe sconfinare anche in Italia, soprattutto nel campo del centrodestra.

EFFETTO LE PEN. Il Front National porta a casa un risultato importante - 24,9 per cento – ma non sfonda così come i sondaggi indicavano consegnando al partito di Marine Le Pen il primato assoluto dei consensi. Non è andata così e questo segna comunque una battuta d’arresto – vedremo se temporanea o ‘strutturale’ – per chi come lei puntava decisamente a raddoppiare i consensi ottenuti solo un anno fa alle europee. Sarkozy, invece, alla guida di una lista moderata fa il pieno di voti (29, 51 per cento) e ‘inaugura’ la corsa all’Eliseo (nel 2007). 

A questo punto viene da chiedersi: esiste un effetto Le Pen in Italia? 

Se lo schema Front National-Lega coincide sia a Parigi che in Padania, e i contenuti della battaglia politica sono praticamente gli stessi, l’arresto della Le Pen potrebbe equivalere a quello di Salvini? Lo diranno le regionali e le amministrative tra poco più di un mese; intanto il quadro francese suggerisce segnali sui quali riflettere. E se si stabilisce un parallelismo coi 'cugini' del centrodestra d’Oltralpe la domanda sorge spontanea: chi sarà il Sarkozy italiano? 

Già, perché la ridiscesa in campo dell’ex presidente di fatto ha eroso consensi alla Le Pen e mandato un segnale sul livello di gradimento dell’offerta politica da parte dell’elettorato di riferimento. Non posizioni estreme o estremizzate, insomma. Oggi Berlusconi vede Salvini per dire sì o no alle alleanze Fi-Lega per le regionali. Sarà ancora Berlusconi a fare la differenza e, alla fine, a ridimensionare il leader del Carroccio?

Gli spifferi di Intelligonews dicono che alla fine l’intesa ci sarà, anche perché la risalita di Fi ferma al 12 per cento non è una base certa per correre da soli e il 14 per cento del Carroccio è un dato da non sottovalutare. C'è poi l’incognita Tosi che si propone come leader di un rassemblement dei cosiddetti  moderati che si ‘pesa’ in Veneto per poi guardare al panorama nazionale. Sarà lui il Sarkozy italiano che svuoterà il serbatoio di consensi su cui oggi l'ex collega di partito Salvini cavalca la prateria del centrodestra? E’ presto per dirlo ma il vento francese potrebbe scompigliare le carte anche in Italia. 

LuBi

autore / intelligo
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