La Teoria del Gender per Bagnasco: "sbaglio della mente"

23 marzo 2015, intelligo
La Teoria del Gender per Bagnasco: 'sbaglio della mente'
A Napoli il Papa era stato chiaro: no alla cultura dello scarto, “quello sbaglio della mente umana che è la teoria del gender, che fa tanta confusione”. Oggi a rincarare la dose è il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei che è altrettanto chiaro: “Non possiamo non dar voce alla preoccupazione di moltissimi genitori e non solo per la dilagante colonizzazione da parte della cosiddetta 'teoria del gender', 'sbaglio della mente umana' come ha detto Papa Francesco a Napoli”. 

Bagnasco scandisce il monito nella prolusione che apre i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, chiedendo “un risveglio della coscienza individuale e collettiva”. Il cardinale avverte: “Il gender si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa dell’umano, per edificare un 'transumano' in cui l’uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità”. Non solo, il presidente della Cei accusa chi intende “costruire delle persone fluide, che pretendano che ogni loro desiderio si trasformi in bisogno e quindi diventi diritto: individui fluidi per una società fluida e debole. Una manipolazione da laboratorio dove inventori e manipolatori fanno parte di quella 'governance' mondiale che va oltre i governi eletti e che spesso rimanda ad organizzazioni non governative che, come tali, non esprimono nessuna volontà popolare”. 

Un messaggio molto netto che indirettamente, sembra indirizzato anche al mondo della politica. Quella di Bagnasco è una sollecitazione alla reazione: “Reagire è doveroso e possibile; basta essere vigili, senza lasciarsi intimidire da nessuno, perché il diritto di educare i figli nessuna autorità scolastica, legge o istituzione politica può pretendere di usurparlo. È necessario un risveglio della coscienza individuale e collettiva, della ragione dal sonno indotto a cui è stata via via costretta”.

LA MINACCIA DELL’ISIS.  E’ l’altro tema forte dell’intervento di Bagnasco per il quale “invocare il nome di Dio per tagliare le gole è una bestemmia che grida al cospetto del cielo e della terra”. Chiaro il riferimento al massacro dei cristiani: “Non possiamo non rimanere dolorosamente attoniti di fronte alla persecuzione contro i cristiani che cresce e si incrudelisce. Il mondo della fede, del buon senso comune, il mondo dell’umano, rimane sconcertato e percosso”. 

Una riflessione molto netta, quella del presidente della Cei che si domanda: “Perché perseguitare e uccidere? Perché tanta barbarie compiaciuta ed esibita sul palcoscenico mediatico del mondo? Perché non fermarsi neppure davanti ai bambini, agli inermi? E' forse l'odio per l'Occidente? E’ forse la paura di fronte alla modernità con i suoi valori di libertà, di uguaglianza, di democrazia, di giusta laicità, di valorizzazione e di rispetto per la donna? E’ forse la ritorsione verso un consumismo che allenta i vincoli, stempera le idee, tende ad appiattire gli ideali e a ridurli al benessere materiale? E' forse il tentativo turpe e macabro di regolare i conti all’interno del proprio mondo culturale e seminare terrore tra coloro che la pensano diversamente?”. 

Oppure, sottolinea Bagnasco “c’è forse la speranza che l’Occidente ceda alle feroci provocazioni e reagisca, per poi poter gridare all'invasione o peggio, e così riattizzare vecchi fuochi? La ragione, prima ancora che le fedi, non può non condannare tanta barbara e studiata crudeltà contro le minoranze e in particolare contro i cristiani solo perché cristiani. E non può non condannare strategie folli e sanguinarie che portano indietro l’orologio della Storia”. 

LuBi

autore / intelligo
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