Poltrona da Lupi: chi avanza e chi retrocede dopo il faccia a faccia al Quirinale

23 marzo 2015, intelligo
Poltrona da Lupi: chi avanza e chi retrocede dopo il faccia a faccia al Quirinale
L’interim di Renzi al ministero di Lupi durerà poco. Ma poi? Nel faccia a faccia di oggi tra il premier e il presidente della Repubblica Mattarella, ci sarebbero due opzioni: quella politica e quella tecnica. 

Nel primo caso la pole resta saldamente nelle mani del renzianissmo Graziano Del Rio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio; nel secondo caso gli spifferi di Intelligonews soffiano in direzione di Raffaele Cantone, super-presidente dell’Autorità anti-corruzione. Tra rumors e desiderata, quello che appare abbastanza chiaro nell’evoluzione della giornata politica è l’intenzione di Renzi di segnare una discontinuità rispetto all’era Lupi a Porta Pia. E pare altrettanto certo che dopo l’arresto di Incalza, la struttura tecnica di missione traslocherà dalle Infrastrutture a Palazzo Chigi. 

Resta da capire se con il nuovo ministro o già nel tempo dell’interim di Renzi, l’idea si tradurrà in fatti e in particolare come cambierà l’approccio strategico al programma di infrastrutture complessivo per il Paese e la conseguente ridefinizione delle priorità di intervento.


DOSSIER IN ALTO MARE. In attesa del nuovo corso, sicuramente di segno renziano nonostante le rivendicazioni di Ncd, restano sul tavolo dossier tutt’altro che definiti. Primo: la legge delega di riforma del codice degli appalti che, come ha ricordato Lupi nel suo intervento alla Camera per comunicare le dimissioni, da sette mesi è fermo in Commissione al Senato dove si sono appena concluse le audizioni. Secondo: la riforma del trasporto pubblico locale, ancora distante dal traguardo. Terzo: la riforma del sistema portuale: dopo gli Stati generali del settore, Lupi aveva annunciato la presentazione di un nuovo piano tra febbraio e marzo, ma con le dimissioni la partita è rimasta aperta.


QUAGLIARIELLO E IL REBUS DEL MINISTRO. E’ il nome che circola di più nei rumors di Palazzo come sostituto di Lupi alle Infrastrutture o in alternativa in un altro dicastero che Renzi dovrà comunque assegnare agli alleati di governo se a Porta Pia dovesse decidere di mettere un fedelissimo. Intanto il senatore Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del partito di Alfano, continua a dire no a chi lo promuove a ministro. “No, non sarò ministro”. Lo va ripetendo da giorni quasi come un mantra e oggi lo ha confermato a Sky TG24 Pomeriggio. “Premesso che in politica vale la regola per cui gli incarichi si derivano e non si strappano, sto facendo una cosa che mi interessa e che credo abbia un’utilità per il mio partito, quindi sono concentrato su questo”.  

Nessun dubbio anche sul fatto che Ncd non debba essere penalizzato negli equilibri di governo. Vale a dire: niente ridimensionamento ministeriale.

LuBi
autore / intelligo
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