Armani si toglie la pelliccia, ma non è solo questione di moda

23 marzo 2016 ore 7:40, Andrea De Angelis
Saranno 'fur free' tutte le collezioni della Maison Giorgio Armani, a partire dalla stagione autunno-inverno 2016/2017. Lo stilista ha annunciato l'abolizione totale dell’uso di pellicce animali, da tutti i suoi prodotti, in accordo con 'The Fur Free Alliance', una coalizione di 40 organizzazioni animaliste impegnate in 28 Paesi per porre fine al commercio di pellicce.
Questa decisione "fa onore alla Maison Armani", commenta Simone Pavesi, responsabile Lav Moda Animal Free, ricordando come si "rafforza una strada già tracciata e consolidata dalla Lav in anni di campagne anti-pellicce in tutto il mondo, in favore della moda etica, responsabile e sostenibile, e dunque senza utilizzo di animali".

"Sono lieto di annunciare - afferma lo stesso Giorgio Armani - il concreto impegno del Gruppo Armani alla totale abolizione dell’uso di pellicce animali nelle proprie collezioni. Il progresso tecnologico raggiunto in questi anni ci permette di avere a disposizione valide alternative - sottolinea - che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali". La tecnologia dunque dietro questa scelta, almeno secondo quanto detto da uno degli stilisti più noti al mondo. 
Se ci sono alternative, questo il messaggio, non ha senso torturare le creature che popolano il nostro pianeta. Un ragionamento che non fa una piega e che anzi raccoglie l'applauso di chi in ogni angolo del mondo combatte per il rispetto dei diritti degli animali. 
Armani si toglie la pelliccia, ma non è solo questione di moda
Guai però a dimenticare il mondo che ha incoronato Armani, vale a dire quello della moda. E, non nascondiamocelo, oggi gli animali sono anche una moda. Averne uno a casa, senza magari chiedersi prima cosa comporta e quali siano le condizioni minime necessarie per garantire al "pet" una vita serena, è un esempio tipico, ma non il solo. Dunque la moda segue la moda, verrebbe da dire. Se così fosse, però, il rischio di un passo indietro potrebbe avvenire da un momento all'altro. Del resto quanti "ritorni" si sono visti in passerella, e quanti clamorosi dietrofront? Lo dice la moda. 

Dunque il fatto che Giorgio Armani abbia invece puntato l'attenzione sul "progresso tecnologico" che permette "valide alternative" è un fattore importante. Sarà più difficile tornare indietro, anzi la sua decisione segna un punto di non ritorno per molti altri colleghi meno famosi. 


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