Gasparri, chi ha detto "chiesimo"? Il responsabile che si dimette. Le sue cadute "nella rete"

23 marzo 2016 ore 10:21, Andrea De Angelis
"Chiesimo" al posto di "chiedemmo". Un tweet di Maurizio Gasparri, o meglio postato sul suo profilo.Perché dopo le polemiche infinite che hanno visto finire nel mirino il senatore forzista, si è scoperto che quel messaggio non era opera sua. 

Il colpevole, si apprende, reo confesso, è lo staff social del parlamentare, il cui responsabile è stato costretto a dimettersi. "In riferimento alla vicenda del tweet comparso sul profilo ufficiale del sen. Maurizio Gasparri - scrive Luca Ferlaino, responsabile Social network di Gasparri - , contenente lo strafalcione 'chiesimo', in qualità di Staff Social precisiamo che la responsabilità dell'errore è interamente nostra". Interamente. Dunque Gasparri è assolto e a saltare è la testa di Ferlaino. 

Gasparri, chi ha detto 'chiesimo'? Il responsabile che si dimette. Le sue cadute 'nella rete'
Tutto dunque sembrerebbe chiuso, ma in realtà non è così. Il motivo è semplice: il rapporto di Gasparri con i social non è proprio idilliaco. Tante le polemiche nel passato più o meno recente, e non solo (anzi, quasi mai) per errori legati alla grammatica o a refusi (che, come sa chi usa lo smartphone, spesso sono dovuti al t9, strumento tanto comodo quanto insidioso).
Pensiamo a quanto accaduto appena due mesi fa, nel gennaio del 2016. Un utente fece un tranello al senatore, postando un fotomontaggio di Jim Morrison con la dicitura «Questo è Goran Hadzic, ha commesso più di 50 rapine nel nordest ma ogni volta che viene preso poi è rilasciato. Basta!! Mandiamolo via!! Renzi a casa!!». Gasparri rispose «Una vergogna», non riconoscendo il frontman dei Doors. Accortosi dell’errore si è scagliato contro l’autore della scherzo. «Conosco Platone, Hegel, Beethoven, di questa “star” occupatevi voi!». Altra benzina sul fuoco: lo scherzo fa il giro del web e il senatore finisce nel mirino. Siete «da commiserare per demenza e ignoranza, studiate le cose che contano e che ignorate»; «occasioni utili per catalogare altri imbecilli che viaggiano in rete, siete da segnalare a centri psichiatrici», replica il vicepresidente del Senato a chi lo deride. Gasparri rivendica poi “il diritto di non conoscere questo morto di overdose”. Questo è solo un esempio recente, ma sono numerosi i casi che hanno sollevato vespai di polemiche. 

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Pensiamo alla fan di Fedez, che fece parlare a qualcuno addirittura di cyberbullismo nei confronti della giovane. E poi la polemica con Luca e Paolo sui marò, senza dimenticare (lì sì che si può parlare di errore) di quando confuse Wired con una persona. 
Insomma, al di là degli errori grammaticali c'è molto altro nel curriculum social del senatore. Un modo di comunicare il suo che fa storcere il naso a molti, ma che piace anche a tanti. Del resto sono decine di migliaia i seguaci ed appare difficile pensare che siano tutti detrattori. 

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