Lastre del tempio e sarcofagi etruschi, il "bottino" trafugato torna a Cerveteri

23 marzo 2016 ore 10:32, Micaela Del Monte
Erano stati trafugati negli anni '70-'80 per poi essere affidati ad un trafficante inglese per poi trovare "casa" a porto franco di Ginevra: ora le 45 casse, per un valore complessivo di 9 milioni di euro, nelle quali sono contenute lastre decorate originarie di un tempio di Cerveteri, una coppia di sarcofagi etruschi dipinti e riproducenti figure umane e un sarcofago romano - di epoca compresa tra VII secolo a.C. e II secolo d.C.-, provenienti da scavi effettuati in Etruria Meridionale, Sicilia, Puglia, Campania e Calabria. torneranno a casa. Non solo i sarcofagi però, nelle casse ritrovate nel magazzino c'erano anche statue in marmo raffiguranti animali, crateri, oinochoe, elementi architettonici e teste di marmo. 

Lastre del tempio e sarcofagi etruschi, il 'bottino' trafugato torna a Cerveteri
Le indagini, condotte insieme alla Polizia svizzera, sono state lunghe e complesse fino a un punto di svolta per gli inquirenti: la presenza di una società che, per conto di due trafficanti sospettati, aveva la disponibilità di alcuni magazzini all’interno del Porto Franco di Ginevra. E proprio in quei locali, dopo accurate analisi e minuziose perquisizioni, sono state trovate le opere rubate.

"Siamo di fronte a uno dei recuperi più importanti degli ultimi decenni. C'è stata una grande razzia negli anni 70-80 a Cerveteri. - ha commentato il soprintendente dei beni archeologici del Lazio e dell’Etruria Alfonsina  Russo - Sarebbe opportuno effettuare immediatamente il restauro delle lastre templari, se possibile aperto al pubblico, e restituire poi i reperti ai musei etruschi, tra il museo di Cerveteri e quello di Villa Giulia. Poi ci sono le lastre dipinte conservate al British Museum e al Louvre, rispettivamente ‘Boccanera’ e ‘Campana’, ma quelle provengono da tombe non da un tempio”. Tale recupero “consentirà di fare nuova luce sulle botteghe che fiorirono in quell’epoca in Etruria con artigiani provenienti dalla Grecia”. Per quanto riguarda il restauro “potrebbe bastare anche solo un anno e mi piacerebbe che si facesse un restauro aperto, che il pubblico potesse seguire”; quanto ai soldi mancano fondi “ma si può far conto sui ricavi della bigliettazione della necropoli della Banditaccia o anche sull’Art Bonus ” ha azzardato l’esperta. 

 Ad accogliere l'idea il ministro Franceschini: "Troveremo le risorse necessarie per i restauri - ha affermato - Il destino dei reperti ritrovati sarà di tornare nei territori di provenienza, non come avveniva in passato quando musei con le spalle un po' più robuste riuscivano ad avere la precedenza. L'arrivo di questi reperti a Villa Giulia e Cerveteri - ha aggiunto - andrà il più possibile a valorizzare quella forza dell'Italia di avere un patrimonio museale diffuso". 

Lastre del tempio e sarcofagi etruschi, il 'bottino' trafugato torna a Cerveteri
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