Bruxelles, Blondet: "Gli strani giochi della Francia in Siria. Salah? Solo un poveraccio"

23 marzo 2016 ore 11:07, Adriano Scianca
Bruxelles, Blondet: 'Gli strani giochi della Francia in Siria. Salah? Solo un poveraccio'
La strage di Bruxelles? Per Maurizio Blondet bisogna risalire a quanto accaduto in Siria e alla presenza ("mai smentita", precisa) di soldati francesi schierati al fianco di al Qaeda. Quanto al movente, il giornalista spiega a IntelligoNews: "Le stragi servono affinché l'europeo che prende la metro abbia paura e dica: 'No, bisogna fare qualcosa, rinunciamo alla nostra libertà'. È per creare questo effetto psichico che avvengono gli attentati".

C'è qualcosa degli attentati di Bruxelles che non ci hanno detto?

«Le dico l'antefatto: da qualche anno, l'esercito francese ha mandato i suoi uomini in Siria, a combattere al fianco di al Qaeda. Lo denunciò all'Onu l'ambasciatore siriano, mai smentito. Alcuni ne hanno catturati e molto cavallerescamente li hanno rimandati indietro. Ovviamente Parigi si è giustificata: “Sono ex legionari, schegge impazzite etc”. Non è un caso che l'attentato sia avvenuto in Belgio: Bruxelles è da tempo un centro di reclutamento per questi personaggi da parte del governo francese».

C'è lo zampino di qualche Stato, quindi?

«Le stragi sono sempre stragi di Stato. Negli anni '70 c'erano due tipi di attacchi. Le Br uccidevano persone mirate, magistrati, sindacalisti, omicidi di cui si capiva la ratio. Poi c'erano le cosiddette “stragi fasciste”. Ci si voleva far credere che dei neofascisti, magari diciottenni, avessero messo le bombe a piazza Fontana, sull'Italicus etc, in modo che poi il popolo avrebbe simpatizzato per la sua causa. Non è così che funziona, le stragi sono fatte per spaventare la popolazione, che ovviamente avrà paura di coloro a cui viene attribuita la strage».

Intanto Salah sembra voglia collaborare. Lei che ne pensa?

«Questo Salah ce l'hanno fatto passare per uno stratega del terrore. Era uno che frequentava bar gay, forse si prostituiva. Non ha il profilo dello jihadista. Abbiamo visto le immagini del blitz, con lui scappato come un pulcino. Ma questo è un poveraccio, qualcuno l'ha intortato. Qualcuno lo contatta, gli dice che c'è da fare una cosa, e poi si ritrova in mezzo a una strage. Il fratello era uno spacciatore, si doveva far esplodere allo stadio e che ha fatto? È esploso prima che la gente uscisse. Secondo me era telecomandato. Intanto Hollande, che era allo stadio, andava all'Eliseo e firmava le leggi speciali, già pronte da prima e firmate mentre la vera strage, fatta da professionisti, quella del Bataclan, era in corso». 

Ma un governo che motivo ha di organizzare una strage del genere?

«Certi ambienti americani hanno un interesse enorme a coinvolgere l'Europa nella sua guerra all'Islam che dura da 15 anni. Le stragi servono affinché l'europeo che prende la metro abbia paura e dica: “No, bisogna fare qualcosa, rinunciamo alla nostra libertà”. È per creare questo effetto psichico che avvengono gli attentati».

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