Torna la Tbc e la diagnosi precoce è la prima arma contro l'aumento in Italia

23 marzo 2016 ore 13:01, Americo Mascarucci
L'Italia è uno dei Paesi europei occidentali a bassa endemia tubercolare, con 10 casi ogni 100mila abitanti concentrati soprattutto nelle grandi città.
Negli ultimi anni però, soprattutto nelle aree metropolitane, l'incidenza è cresciuta fino a 4 volte rispetto alla media nazionale ed il numero di casi resistenti ai farmaci è in costante aumento. 
Già nel 2014 in Italia si registrava un leggero e costante aumento nella classe di età 15-24 anni, più nelle regioni del Nord che in quelle meridionali, e in alcune specifiche popolazioni (gli immigrati hanno un rischio aumentato di contrarre la tubercolosi di 10-15 volte superiore rispetto alla popolazione italiana).Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme alla European Respiratory Society (Ers) e al Ministero della Salute, aveva lanciato un programma per l’eliminazione della tubercolosi nei paesi a bassa incidenza ma ad alto reddito, come per appunto l’Italia.
L’intento è riportare il tasso di nuovi casi di Tbc a meno di dieci persone per milione entro il 2035, per poi conseguire la completa eliminazione entro il 2050, ovvero scendere a meno di un caso per milione di persone ogni anno. 

Torna la Tbc e la diagnosi precoce è la prima arma contro l'aumento in Italia
Gli ultimi dati diffusi in occasione della Giornata Mondiale contro la tubercolosi che si svolgerà il 24 marzo, resi disponibili dalle autorità sanitarie italiane fotografano una situazione decisamente fluida in relazione alla diffusione della tubercolosi. L’incidenza di quella che era considerata, fino a una decina di anni fa, come una malattia destinata a scomparire, è infatti aumentata in coincidenza con l’incremento dei flussi migratori. Il dato sulla diffusione della tubercolosi non lascia spazi a margini di dubbio: oltre un malato su due, infatti, non è nato in Italia e nella quasi totalità di casi si tratta di uomini anche in età adulta. 
Sono soprattutto gli uomini i più a rischio di sviluppare la tubercolosi, e in particolare gli italiani di età adulta e i giovani stranieri. 
 Il principale ostacolo all'eliminazione della tubercolosi è costituito dalla circolazione dei ceppi multifarmaco resistenti. Finalmente, dopo oltre mezzo secolo di black-out, sono comparsi sul mercato due nuove molecole antitubercolari, bedaquilina e delamanid, riservati proprio ai pazienti per cui non esistano altre opzioni terapeutiche. Allo scopo di scongiurare la comparsa di resistenze tali molecole potranno essere somministrate, sotto stretto controllo dell'Agenzia Italiana del Farmaco, soltanto in centri specializzati individuati dalle Regioni. 
L'Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani), in vista della Giornata mondiale della Tbc che si celebra il 24 marzo, sottolinea l'importanza della sorveglianza e delle diagnosi tempestive. "Occorre accrescere la rete di controllo e vigilanza - fa sapere - focalizzandosi sia sugli anziani italiani che possono andare incontro a riattivazione di infezioni contratte in gioventù, sia sugli stranieri arrivati negli ultimi anni e le loro successive generazioni".
L'Italia è uno dei Paesi europei occidentali a bassa endemia tubercolare, con 10 casi ogni 100mila abitanti concentrati soprattutto nelle grandi città.


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