Dopo Bruxelles emesso dagli americani il travel warning: non viaggiare verso e attraverso l'Europa?

23 marzo 2016 ore 15:59, intelligo
di Alessandro Corneli

E’ ufficiale: il Dipartimento di Stato americano ha emesso un travel warning, invitando i cittadini americani a non viaggiare verso e attraverso l'Europa dopo gli attacchi di Bruxelles, e indicando l'esistenza di una minaccia "a breve termine" di possibili nuovi attentati. Nel messaggio di allerta si legge che “gruppi terroristici continuano a pianificare attacchi a breve termine attraverso l'Europa, avendo come obiettivo eventi sportivi, siti turistici, ristoranti, e trasporti".
Il significato politico di questo avvertimento, molto tecnico e per niente nuovo, è enorme perché non si tratta di un comprensibile avviso prudenziale limitato, ma riguarda l’intero “continente” europeo, visto con gli occhi degli americani di un secolo fa, con gli occhi degli isolazionisti. Con quel comunicato, l’Atlantico si è allargato. È una presa d’atto della difficoltà di concludere il TTIP (Trattato di libero commercio euro-americano) o è una forma di pressione sull’Europa perché lo concluda al più presto, “altrimenti ce ne andiamo”? Nell’intermezzo, si tratta di una forte spinta agli inglesi perché escano dalla Ue: decideranno con il referendum del 23 giugno.

 
Dopo Bruxelles emesso dagli americani il travel warning: non viaggiare verso e attraverso l'Europa?
In ogni caso, sull’asse Parigi-Bruxelles si concretizza un duro colpo all’economia europea, che di per sé oscilla tra una timida convalescenza e una grave ricaduta nella depressione. Nell’era delle comunicazioni e delle decisioni sempre più veloci, il rallentamento che il terrorismo impone a tutti gli aspetti della vita associata produrrà enormi danni economici: produttività in calo, produzione soggetta a scadenze variabili, trasporti rallentati, incertezza crescente degli investitori con probabili fughe, di persone e di capitali, verso aree più sicure. Al primo posto c’è l’America. L’entusiasmo festaiolo manifestato da Barack Obama in visita ufficiale a Cuba è un chiaro segnale di conferma della presa di distanza dell’America da questa Europa turbolenta e insicura.

Ma l’Europa se l’è creata da sé questa situazione poiché tutti i suoi Paesi hanno cercato un modo per tenere lontani da sé i colpi del terrorismo. C’è chi lasciato che sul proprio territorio i terroristi potessero muoversi senza incontrare ostacoli; chi ha chiuso un occhio sui movimenti di denaro; chi ha triangolato forniture militari; chi ha dato una mano per umiliare le tradizioni cristiane lasciando indisturbato il proselitismo islamico; chi si è aperto all’immigrazione massiccia; chi ha pensato che la concentrazione nei ghetti avrebbe rassicurato i borghesi e i benpensanti. Ogni Stato europeo ha ceduto qualcosa; la somma di questi cedimenti la paga l’Europa nel suo insieme.

Gli Stati Uniti hanno deciso di fare la loro parte con il turismo. E qui basti dire che l’Europa, secondo i dati rilasciati lo scorso gennaio dall’Organizzazione Mondiale del turismo, ha attirato il 51,4% del turismo mondiale contro il 23,4% dell’Asia-Pacifico e il 16,1% dell’America. Nel 2015, gli “arrivi” internazionali sono stati 1,184 miliardi, di cui 609,1 milioni in Europa. In Francia, il turismo ha portato 65 miliardi di dollari; in Spagna 57; in Italia e nel Regno Unito 45, poco sopra la Germania con 43 miliardi. Per l’Italia, su 187 milioni di presenze, 152 provengono da altri paesi europei e 14 milioni dal Nord America. Il settore turistico allargato vale 162 miliardi di euro all’anno, pari al 10% del Pil. È facile capire come una deviazione significativa del turismo americano dalle mete europee verso quelle dell’Asia-Pacifico o interne americane procurerà una contrazione importante degli introiti diretti europei da turismo e soprattutto di quelli

indiretti. Va da sé che con meno entrate dal turismo diminuiranno i fondi per la conservazione del patrimonio artistico. Così l’Europa sarà indotta a difendere sempre meno i propri valori.

Quel comunicato del Dipartimento di Stato americano non è forse il più grosso successo ottenuto finora dal terrorismo di marca islamica? Allargare l’Atlantico significa restringere il Mediterraneo.

autore / intelligo
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