Caos terrorismo, la Polonia fa marcia indietro sui migranti. Sarà l'unica?

23 marzo 2016 ore 18:55, Andrea Barcariol
Marcia indietro della Polonia sui migranti. Addio accordi con l'Ue sulla ripartizione dei migranti. L'annuncio lo ha dato il primo ministro Beata Szydlo, alla tv privata Superstacja, con parole chiare e inequivocabili. "Dopo quanto accaduto a Bruxelles non siamo d'accordo nell'accogliere alcun gruppo di migranti". La Polonia avrebbe dovuto ospitare circa 7.000 migranti, ma sembra proprio che non andrà secondo quanto previsto. Un fronte quello dei Paesi dell'Europa dell'Est sempre più compatto contro l'invasione dei migranti e contro una politica europea coordinata sull’immigrazione, come richiesto più volte dall'Italia e da Matteo Renzi. I premier di Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, sotto leadership di segno sempre più autoritario, la pensano in maniera opposta rispetto alle aperture tedesche, volute da Angela Merkel, e chiudono duramente verso il programma di redistribuzione dei richiedenti asilo sostenuto da Bruxelles. Una posizione che si teme possa accentuarsi dopo i tragici attentati di ieri.

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Nel frattempo, dopo le stragi e il crescente allarme per possibili attacchi terroristici, è stato convocato per domani alle 16 un consiglio straordinario dei ministri dell’Interno europei. Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos aveva annunciato stamani che si stava lavorando per una riunione «nei prossimi uno-due giorni» e poco dopo è arrivata la conferma. Il presidente della commissione esteri del parlamento europeo, Elmar Brok, ha chiesto con forza una migliore collaborazione fra i servizi di sicurezza europei nell'ottica di una maggiore cooperazione puntando il dito contro la segretezza interna. Intervistato dai media tedeschi, Brok ha sottolineato che solo cinque Paesi membri dell’Ue forniscono informazioni di sicurezza complete all’Europol, «e la Germania non è fra questi». Brok ha usato parole dure definendo questa abitudine «uno scandalo». «Bisogna smetterla con questa storia dei segreti fra i servizi di sicurezza nazionali in Europa» - ha spiegato Brok.



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