Report di Alfano sull'Italia: "Si può stare tranquilli". Ma è arrivata l'ora di "blindare le frontiere"

23 novembre 2015 ore 9:59, Americo Mascarucci
Report di Alfano sull'Italia: 'Si può stare tranquilli'. Ma è arrivata l'ora di 'blindare le frontiere'
"La Siria, se bombardata, rischia di diventare una Libia bis. In Libia c'era Gheddafi, stroncato lui, la comunità internazionale non ha saputo completare il lavoro risistemando le istituzioni democratiche e il conto, alla fine, lo abbiamo pagato noi a cominciare dagli sbarchi". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano a Sky Tg24. 

Dunque anche Alfano come già Renzi mette in guardia dal rischio di ripetere l’errore della Libia dove, la guerra contro Gheddafi coordinata dalla Francia non ha fatto altro che dare fiato alle trombe del fondamentalismo, aprendo la strada allo sviluppo del terrorismo a pochi chilometri dalle coste italiane. Si  correrebbe ancora di più il rischio di destabilizzare ulteriormente la Siria creando lo stesso identico caos che c’è in Libia dove esistono tre governi in lotta fra loro con quello legittimato dalla comunità internazionale in esilio mentre Tripoli è nelle mani degli islamisti. 

In Siria insomma unì eventuale caduta di Assad non farebbe che aprire la strada a scenari analoghi. 
Alfano cita Papa Francesco: “Si sta combattendo una terza guerra mondiale a pezzettini e il Papa ha ragione. E se questa guerra è mondiale occorre ripensare le alleanze.” Un’apertura alla Russia? Proprio Putin infatti nella strategia di attacco contro il Daesh (Isis) sta lavorando su due piani; combattere il terrorismo ma garantire stabilità alla Siria attraverso un'uscita di scena concordata con Assad e libere elezioni che vedano la partecipazione di tutte le forze in campo, dai fedelissimi dell’attuale regime all’opposizione sunnita. 

Per Alfano è opportuna una rivisitazione di Schengen che consenta all’Europa di accogliere i profughi ma salvaguardando nel contempo la sicurezza nazionale. “Occorre una revisione per rendere più blindate le frontiere esterne, non tra singoli Paesi ma dall'esterno -  spiega - d'ora in poi i controlli dureranno di più: Per puntare alla sicurezza rinunciamo ad un pezzo della nostra privacy". 
C’è poi il discorso dei finanziamenti che arrivano al Daesh da parte di quei Paesi con cui l’Occidente, Italia compresa, fanno affari, l’Arabia Saudita su tutti. Anche Alfano come Renzi tuttavia nega che l’Italia sia fra i finanziatori del terrorismo proprio attraverso gli affari con i cosiddetti stati sospettati di sostenere economicamente l’Isis. 
“Abbiamo una strategia a livello di Onu, a livello internazionale ci sono gruppi che seguono il flusso di denaro dei terroristi. L’Italia è un Paese leader nel contrasto” assicura il Ministro dell’Interno. 
Quanto poi al rischio attentati in Italia Alfano  conclude: “Nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona: poi nessun paese è a rischio zero".
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