Obama: "Li distruggeremo senza rinunciare ai nostri valori". Ma a Bruxelles è successo altro

23 novembre 2015 ore 10:09, Marta Moriconi
Obama: 'Li distruggeremo senza rinunciare ai nostri valori'. Ma a Bruxelles è successo altro
Sembrano le ultime parole famose quelle di Barack Obama, che come ultima dichiarazione di "guerra" all'Isis ha promesso battaglia al terrorismo e addirittura, non senza provocare sarcasmo sui social, ha chiesto alla Russia di fare la propria parte in Siria (quella Russia che prima degli Usa ha agito su quella terra). 

Le parole esatte del Presidente Usa sono state queste: "Distruggerlo (lo Stato islamico, ndr) non è solo un obiettivo realistico ma stiamo riuscendo a farlo". E ancora: "Li distruggeremo li cacceremmo dalle terre in cui si trovano, taglieremo le loro fonti di finanziamento e linee di rifornimento, i loro capi e smantelleremo le loro reti"... "senza rinunciare ai nostri valori, grazie alla nostra coalizione". Se Obama è convinto, come ha dichiarato alla conferenza a Kuala Lumpur, che noi occidentali "non accetteremo il terrorismo come la nuova normalità, non siamo senza potere", in quanto "il mondo non accetterà attacchi terroristici ai ristoranti e ai cinema", la realtà si è vista ieri a Bruxelles. Quando il premier Michel ha avvertito di una "minaccia grave e imminente" e la Capitale del Belgio ha chiuso scuole e metro e uffici, anche oggi, trasformandosi in una città fantasma, una città che non solo non vive più come prima, ma che non vive proprio più.
Ed è ancora così, il livello di massima allerta rimane, nonostante il blitz di ieri sera che ha portato all'arresto di 16 presunti jihadisti. E qui a Roma? Alfano avverte che non esiste il "rischio zero" e si sa ormai che le forze dell'ordine saranno sugli autobus. Intanto l'esercito presidia non solo gli obiettivi sensibili, ma quasi tutto il centro. Ci abitueremo a vedere passeggiare militari in divisa, mescolati alla nostra "normalità" (perduta)? 

"Tornare il più rapidamente a una vita normale" non è solo  la speranza solo del primo ministro belga, ma di tutti noi. 
Vivere in costante preallarme ci rende pericolosamente esposti alla paura, anche se a parole la rigettiamo, ci indigniamo, la contrastiamo. Intanto, a dare un po' di coraggio, c'è l'Onu di Ban Ki-moon che chiede a a Russia e Usa "unità contro il terrorismo" durante il vertice Asean, che si tiene a Kuala Lumpur. "Tutti i terrorismo e le ideologie estremiste", ha sottolineato il Segretario generale dell'IOnu, "dovrebbero essere sconfitte nel nome dell'umanità". Umanità che dovrebbe trasformarsi in "solidarietà verso un nemico comune". Ma se l'umanità non può più vivere come prima, sarà difficile che possa addirittura trasformarsi. 
 
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