I dieci "comandamenti" per il bimbo con la febbre alta? Bando ai rimedi della nonna

23 novembre 2015 ore 10:28, intelligo
I dieci 'comandamenti' per il bimbo con la febbre alta?  Bando ai rimedi della nonna
Cosa fare quando il bambino ha la febbre alta? La prima regola è per i genitori: non agitarsi troppo, né farsi prendere dal timore che possa trattarsi di qualcosa di grave. La febbre è un segnale che l’organismo invia ma non è detto che debba necessariamente essere la sentinella di un evento grave che sta per manifestarsi o che è in corso. Ed è anche dalla preoccupazione di mamma e papà che è partito lo studio condotto dagli esperti del dipartimento di Pediatria internistica ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, un team diretto da Maurizio De Martino che rivela come la tendenza alla febbre alta nei bambini sia abbastanza diffusa. Di qui la pirma regola, rivolta ai genitori per affrontare il momento senza inutili allarmismi: “Bastano poche e semplici regole per risolvere nella stragrande maggioranza dei casi il problema febbre: come misurarla, valutarne la causa, decidere quindi come intervenire velocemente sulle cause e con quali cure dopo aver naturalmente avvisato il medico pediatra, raccomanda De Martino.

Vediamo quali sono:

UNO. Quando si deve misurare la temperatura al bambino è consigliato l’uso del termometro elettronico digitale che va posizione sotto l’ascella e non in bocca o nel sederino, come spesso viene fatto. 

DUE. Nella giornata in cui la febbre alta si manifesta, è opportuno chiamare il pediatra per una visita dal momento che, specie oggi, è diffusa la probabilità di un’infezione dovuta a virus e batteri. 

TRE. Nel caso in cui la febbre non scende, è sconsigliato fissarsi sulla somministrazione di antibiotici.

QUATTRO. Fondamentale prima della somministrazione di un farmaco, è leggere bene il “bugiardino” dove sono riportate indicazioni e contro-indicazioni.

CINQUE. Vanno assolutamente rispettati i tempi di somministrazione del farmaco indicati e prescritti dal medicod: accorciarli o prolungarli non serve a niente, anzi è controproducente ai fini della guarigione del bambino.

SEI. Attenzione alla somministrazione degli antipiretici: il tempo massimo entro il quale deve manifestarsi l’effetto è compreso in un arco temporale di novanta minuti.

SETTE. Non lasciarsi condizionare dai cosiddetti “rimedi della nonna”: dalle pezzette alle spugnature di ghiaccio, riescono solo ad aumentare il malessere del bambino e non abbassano la febbre alta. 

OTTO. Altro particolare che i pediatri hanno messo nero su bianco nel libro delle regole: non esiste la febbre causata dalla crescita dei dentini. 

NOVE. Se il bambino ha la febbre dopo un viaggio in un paese dove è diffusa la malaria, bisogna agire subito contattando il pediatra.
 
DIECI. Se il bambino non ha febbre ma ha in corso un’infezione non è sempre un buon segno: Il dotto De Martino lo spiega chiaramente: “I medici sanno che è brutta la prognosi di bambini con infezioni gravi ma che non sviluppano febbre. E sanno anche che abbassare la febbre comporta regolarmente un allungamento delle condizioni infettive. Mentre l’utilizzo dell’antibiotico, essendo sotto controllo medico pediatrico è, almeno in teoria, più gestibile e controllabile. L’antipiretico invece è disponibile in farmacia come farmaco da banco e quindi senza controllo. L’abuso di questa sostanza si verifica spesso proprio nei casi di ‘panico da febbre’, con grande superficialità da parte degli adulti, soprattutto se lo somministrano ai figli piccoli, e con altrettanti rischi per la salute”.
Dunque, niente panico ma con le regole messe a punto dai pediatri anche la febbre alta non farà più paura. 

LuBi

autore / intelligo
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