Parigi, e se alla fine fosse tutto un complotto? Il web e le sue teorie (anche su Salah)

23 novembre 2015 ore 10:47, Americo Mascarucci
Parigi, e se alla fine fosse tutto un complotto? Il web e le sue teorie (anche su Salah)
E se alla fine fosse tutto un complotto?  E se ciò che è avvenuto a Parigi sia stato tutto studiato a tavolino per giustificare una guerra in Siria?

Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco. Le teorie diverse da quelle ufficiali esistono, girano sul web, e questo di per sé è una notizia che non può certo essere sottovalutata. Ma neanche enfatizzata. 

Del resto non si è detto che anche i kamikaze che fecero schiantare l' undici settembre del 2001 gli aerei contro le Torri Gemelle di New York erano stati addestrati e telecomandati dalla Cia? 
Anche stavolta di fronte alle stragi di Parigi ecco che l'ombra dei terroristi telecomandati dai servizi segreti francesi torna dirompente sugli attentati, ma ancora di più su quel blitz compiuto dalle forze di sicurezza che ha portato all'uccisione dei terroristi. 
Quel blitz che il presidente Hollande ha rivendicato come un successo dell'intelligence francese di fronte al mondo intero.
Tutto frutto di una strategia studiata a tavolino? E per quale motivo? 
I complottisti collegano quanto accaduto a Parigi con il fatto che la Francia è stata il Paese più esposto sin dall'inizio in Siria contro il regime di Bashar Al Assad e nel sostegno al fronte dei ribelli. Fu proprio la Francia a spingere per un intervento militare in Siria contro Assad sul modello di quello compiuto in Libia contro Gheddafi, incontrando da subito la ferma opposizione della Russia con tanto di diritto di veto esercitato nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. 
Oggi però, dopo gli attentati di Parigi, il fronte dei fautori dell'intervento armato in Siria sembra destinato a rafforzarsi soprattutto in ambito europeo. Le stragi sarebbero servite, secondo i fautori del complotto, a spaventare l'Occidente e far maturare la consapevolezza che l'urgenza di un intervento armato in Siria non sarebbe più rinviabile. Intervento che dovrebbe consentire alla Francia di prendere due piccioni con una fava, abbattere il regime di Assad e instaurare un governo sunnita alleato di Parigi. 

Terroristi dunque al soldo dell'Occidente, usati e gettati, mandati a fare il "lavoro sporco" e poi eliminati con uno "scenografico blitz" che è servito per restituire tranquillità ai francesi ma anche a tappare la bocca per sempre alla mente degli attentati e ai suoi complici.Tesi molto suggestiva certo, che però trova ad esempio piuttosto favorevole lo scrittore Maurizio Blondet il quale si domanda pure se esista davvero Abdeslam Salah, fratello del defunto Ibraim, amico del cosiddetto “cervello” dell’operazione Abdelhamid Abbaoud che dopo l’eccidio a Parigi è tornato in auto verso il Belgio. 


"Sono dentro l'auto in tre - scrive Blondet -  L’auto è stata fermata dalla polizia tre volte, l’ultima il 14 novembre alle 9 del mattino a Cambrai, ormai a 50 chilometri dal confine belga (in questi momenti qualunque guidatore con la pelle un po’ scura viene fermato per controlli, spiega un avvocato degli arrestati minori) – e gli agenti non hanno trovato niente di strano nel terzetto: la loro scusa sarà che Salah Abdeslam non era stato segnalato ancora come attentatore. Del resto, un uomo si era presentato a ritirare dei soldi in un ufficio postale di Saint Denis mostrando come documento d’identità il passaporto di Salah Abdeslam; a quel punto, è già un ricercato; gli impiegati hanno telefonato alla polizia; disdetta, la polizia arriva tardi, quando l’uomo è già scomparso coi suoi soldi". 

Insomma, c'è, esiste, chi ha perplessità di fronte a certi fatti e situazioni che sembrano "costruiti" ad arte per ottenere risultati pre-determinati. Ad esempio che senso ha, lo abbiamo già scritto e lo ribadiamo, lanciare l'allarme armi chimiche nel momento in cui il mondo è terrorizzato dalla prospettiva di nuovi attentati? Certe informazioni non dovrebbero essere limitate ai servizi di sicurezza e di intelligenze? Perché farlo sapere ai comuni mortali già abbastanza spaventati da quanto accaduto? Una volta appresa la notizia che dovrebbe fare il povero cittadino? Armarsi di mascherine?
E allora, se è vero che non si può credere alla teoria dei terroristi telecomandati dai servizi segreti interni non è però legittimo chiedersi se sulla paura degli attentati qualcuno non cerchi di speculare per giustificare nuove guerre e sperare così  di cambiare gli assetti geopolitici in Medio Oriente? 
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