4 banche salvate dal Governo a un mese dall'entrata del bail-in

23 novembre 2015 ore 11:34, Luca Lippi
4 banche salvate dal Governo a un mese dall'entrata del bail-in
Tempismo perfetto per il salvataggio di Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti. Il tempismo è dettato dal fatto che le perdite accumulate nel tempo da questi istituti sono state assorbite in prima battuta dagli strumenti d'investimenti più "rischiosi": azioni e obbligazioni subordinate. Il ricorso a queste asset class è espressamente richiesto nelle nuove direttive europee del "Bail-In", che entreranno in vigore in Italia dal 1° gennaio 2016. 

Cos’è il Bail-in? In parte ne abbiamo parlato qui, in sintesi, consiste in una serie di procedure che verranno messe in atto al momento del fallimento di un istituto bancario, procedure che coinvolgeranno in primis gli azionisti, quindi in seconda battuta tutti coloro che detengono obbligazioni dell'istituto, poi i grandi correntisti cioè chi ha un conto superiore ai 100mila euro; per la precisione sarà oggetto di interesse la parte eccedente i 100mila euro cifra al di sotto della quale scatta la garanzia da parte della Banca Centrale Europea, garanzia che vale anche per i conti cointestati (100mila euro a testa di garanzia) oppure, qualora ci fossero più conti sulla stessa banca per una sola persona si considererà tutto come un unico conto e la soglia garantita resterà sempre di 100mila euro. In caso di più conti correnti in banche diverse ma, caso estremo, tutte interessate dalla procedura di bail-in, allora si conteranno 100mila euro di soglia garantita per ogni conto corrente in ogni singola banca.  


Non è una prelievo forzoso (tecnicamente) ma ci siamo molto vicini! Dunque il governo ha trovato la soluzione alla crisi delle quattro banche in amministrazione straordinaria, il salvataggio ha visto la creazione di quattro nuove banche con un'operazione da 3,6 miliardi di euro utilizzando le nuove norme europee sui salvataggi bancari e il Fondo di risoluzione nazionale. Le quattro banche hanno una quota di mercato pari all'1% circa in termini di depositi. Nel dettaglio per ognuna delle quattro banche, si è operata la separazione della parte buona da quella cattiva, la parte cattiva ovviamente sono i prestiti in sofferenza, è piuttosto chiaro! Alla “banca buona” sono state trasferite tutte le attività al netto dei crediti incagliati e quelli in sofferenza, in sostanza la banca buona detiene esclusivamente depositi, conti correnti e le obbligazioni senior.

Cosa sono le obbligazioni senior? A seconda del livello di subordinazione dell’obbligazione sarà diversa per l’investitore la priorità di rimborso in caso di fallimento dell’emittente. La lista d’attesa per accedere al patrimonio fallimentare è, quindi, tanto più lunga quanto più basso è il livello di subordinazione dell’obbligazione. Obbligazioni ordinarie senior: sono i bond più sicuri emessi da una banca. Con queste obbligazioni, infatti, in caso di default dell’emittente, il detentore verrebbe rimborsato per primo con il patrimonio derivante dalla liquidazione degli attivi, ovvero con i soldi ricavabili dalla vendita del patrimonio della banca. Attenzione però: essere rimborsati per primi non significa necessariamente essere rimborsati integralmente. Le obbligazioni senior hanno un rendimento più basso ed un rating più alto di altri bond bancari, ma ATTENZIONE: è difficile che un’obbligazione bancaria renda meno del BTP di pari scadenza,  a voi la valutazione e la scelta se dovete investire!

Tornando al salvataggio, Il capitale delle quattro banche in amministrazione straordinaria è stato ricostituito a circa il 9% del totale dell'attivo dal Fondo di risoluzione, alimentato da tutte le banche del sistema. A presiedere la "banca buona" sarà Roberto Nicastro, ex direttore generale di Unicredit. Contestualmente, è stata costituita una Bad Bank nella quale sono scivolati tutti i prestiti in sofferenza; la dotazione di capitale alla band bank verrà fornita dal Fondo di risoluzione. I prestiti in sofferenza, svalutati a 1,5 miliardi di euro dall'originario valore di 8,5 miliardi, saranno venduti a specialisti nel recupero crediti o gestiti direttamente per recuperarli meglio. L'impegno immediato del Fondo di risoluzione è così suddiviso: circa 1,7 miliardi di euro andranno a copertura delle perdite delle banche originarie, 1,8 miliardi saranno utilizzati per ricapitalizzare le banche buone, mentre 140 milioni andranno alla bad bank per dotarla del capitale minimo necessario a operare. 

La liquidità necessaria al Fondo è stata anticipata da Intesa SanPaolo, Unicredit e Ubi Banca a tassi di mercato e con scadenza massima 18 mesi. BANKITALIA tiene a precisare che “il contribuente non subisce alcun costo in questo processo. L'intero onere del salvataggio è posto innanzitutto a carico delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle 4 banche, ma è prevalentemente a carico del sistema bancario italiano”. Solleviamo qualche perplessità, nel medio termine sarà necessariamente la collettività a dover sostenere l’onere, proprio a rimanere superficiali per riduzione di capitale circolante nel sistema che crea depressione dei consumi. Finanza creativa o illusoria?

autore / Luca Lippi
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