Influenza, dopo l'assaggio di ottobre è picco e meno vaccinati

23 novembre 2015 ore 18:39, Americo Mascarucci
Influenza, dopo l'assaggio di ottobre è picco e meno vaccinati
Gli italiani sono già alle prese con l’influenza che quest’anno ha iniziato a manifestarsi già ad ottobre. Tuttavia il picco è atteso per l'inverno

I casi di influenza già registrati sono quasi 200mila, un dato che tiene conto del monitoraggio delle rete Influnet coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità. L’attività di monitoraggio è iniziato a metà ottobre quando si sono manifestati i primi sintomi influenzali.  Oltre 47mila i casi stimati nella settimana che va dal 9 al 15 novembre, a cui è relativo l'ultimo rapporto pubblicato il 18 novembre con segnalazioni di 720 'medici sentinella'. 
L’influenza come detto è iniziata a manifestarsi già nel mese di ottobre quindi con un mese di anticipo rispetto agli anni precedenti. Il primo caso di infezione è stato riscontrato al Sant’Orsola di Bologna dove i medici hanno isolato il virus dell'influenza stagionale 2015-2016 del ceppo A/H3 da una signora anziana. 
Tuttavia secondo gli specialisti, pur in presenza di un notevole anticipo nel manifestarsi del virus influenzale, l’attività sarebbe ancora ai livelli di base come nelle precedenti stagioni e in tutte le Regioni l'incidenza e` sotto la soglia epidemica.
Unica eccezione  la Basilicata, dove risulta comunque bassa e non tutti i medici coinvolti hanno reso disponibili i dati.

I soggetti più colpiti sono i bambini, in particolare i più piccoli: a fronte di un'incidenza complessiva pari a 0,78 casi per mille assistiti, nella fascia di eta` 0-4 anni l'incidenza e` pari a 2,61 casi per mille assistiti.
"Si tratta di valori in crescita, ma assolutamente in linea con gli scorsi anni - spiega il virologo Fabrizio Pregliasco - Un brusco calo delle temperature potrebbe portare, complici gli sbalzi termici, una maggiore diffusione delle sindromi para-influenzali da un lato e dall'altro di spingere ad approcciarsi alle vaccinazioni". 
"La febbre - spiega il professor Maurizio de Martino, ordinario di pediatria all'Università di Firenze- esiste negli animali da 40 milioni di anni. Quando un fenomeno biologico è mantenuto a lungo in tutte le specie vuol dire che è indispensabile per la sopravvivenza. E la febbre lo è, perché a temperatura febbrile funzionano meglio i meccanismi immunologici e funzionano peggio virus e batteri".

E’ stato anche stilato un decalogo con i consigli da seguire nel caso in cui dovessero manifestarsi sintomi influenzali sui bambini. 
1) Per la misurazione impiegare solo il termometro elettronico digitale e solo sotto l’ascella: è lo strumento migliore di misurazione della temperatura corporea. La via rettale è causa di sconforto e anche di incidenti; 
2) Far visitare in giornata il lattante febbrile, perché è frequente la possibilità di infezione batterica grave;
3) Se la febbre non si abbassa non intestardirsi con l’antibiotico: non sempre la febbre è causata da infezione;
4) Rispettare le dosi prescritte dal medico o indicata nel foglio illustrativo;
5) Rispettare i tempi di assunzione indicati dal medico, senza prolungarli o accorciarli;
6) Il tempo massimo entro il quale deve essere atteso l’effetto dell’antipiretico è di 90 minuti
7) La via di somministrazione è sempre quella orale, salvo casi rari;
8) No ai ‘rimedi della nonna’: spugnature, ghiaccio, o pezzette sono non solo inutili (la febbre è un innalzamento centrale e non periferico della temperatura corporea), ma anche controproducenti: causano brivido e quindi innalzamento della temperatura e malessere nel bambino (ché ha già i guai suoi per la malattia in corso);
9) La crescita dei dentini non provoca febbre: non esiste cioè la febbre da eruzione dentaria.
10) Attenzione alla malaria se il bambino febbrile è di ritorno da un Paese ad endemia malarica.

Consigli da seguire per evitare soprattutto rimedi improvvisati o fai da te che rischiano di aggravare lo stato di salute del piccolo. 
Il picco influenzale come detto è atteso per le prossime settimane e si pensa che già sotto Natale potrebbe verificarsi un consistente aumento del numero degli influenzati. 
Ad ogni modo nessuna emergenza e nessun allarme, tutto è nella norma, niente di eccezionale o di anomalo e l’anticipo di influenza è probabilmente legato alle temperature sempre più ballerine che caratterizzano il clima, con bruschi passaggi da temperature eccessive al di sopra delle medie stagionali, ad abbassamenti repentini. 
E a rendere ancora più evidente l’innalzamento del picco influenzale nei prossimi mesi anche il consistente calo del numero delle vaccinazioni anti influenzali. Se si prende in considerazione tutta la popolazione, c'è stato un decremento relativo di sei punti percentuali in cinque anni. Nella stagione 2009/2010 la copertura era al 19,6% contro il 13,6% del 2014/2015, che significa una riduzione di oltre il 30%.
Anche quest'anno, ma i dati ancora non ci sono perché la campagna è iniziata da poco, le cose non starebbero andando benissimo, complice anche il meteo, che fino a metà novembre ha regalato bel tempo e temperature piuttosto miti

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