Referendum, sul voto all'estero "l'accozzaglia" è già divisa

23 novembre 2016 ore 14:51, Americo Mascarucci
"Nel voto degli italiani all'estero, non è garantito il requisito della segretezza e se il voto degli italiani all'estero fosse decisivo ai fini del risultato e determinasse la vittoria del Sì al referendum del 4 dicembre, potremmo decidere di impugnare il risultato".
Ad annunciarlo è il presidente del Comitato per il no, Alessandro Pace, nel corso di una conferenza stampa presso l'associazione stampa estera. 
"Il voto è personale, libero e segreto - ha spiegato Pace - il modo con cui si vota all'estero non garantisce la segretezza, visto che la scheda arriva con una busta e l'esperienza ha già dimostrato che questa può essere manipolata. Il ricorso deciso collegialmente - ha concluso Pace - è una nostra ulteriore risorsa". 
Dalle parti del Governo la dichiarazione del costituzionalista è stata interpretata come il sintomo della paura di sconfitta del No e nel fronte dei contrari alla riforma non tutti sono d'accordo con l'iniziativa.
"I ricorsi li fa chi perde e io non credo che il No perderà referendum - ha dichiarato Massimo D’Alema - appare come un dubbio preventivo su voto italiani estero, e i brogli, se ci sono, vanno documentati, non si possono temere preventivamente".
Si teme insomma il rischio "effetto boomerang".
E' un dato di fatto tuttavia come il voto degli italiani all'estero sia ormai diventato quasi il principale motivo di scontro fra le opposte fazioni referendarie.
Dallo scontro sulle lettere spot inviate dal Governo agli elettori che stanno all'estero, con la denuncia del Comitato del No che ha accusato la Farnesina di non aver inviato loro gli stessi elenchi usati dai sostenitori del Sì, si è passati  ora al rischio di possibili brogli con tanto di minaccia di ricorso preventivo.
Insomma il clima si sta surriscaldando sempre di più con l’avvicinarsi del 4 dicembre.

Referendum, sul voto all'estero 'l'accozzaglia' è già divisa
Dal sì si sono affrettati a replicare che il voto degli italiani all'estero ha lo stesso identico valore di quello degli italiani residenti in Patria e che certe polemiche sono strumentali. 
Ma ancora ieri sera nel corso della tribuna elettorale su Raiuno il leader della Lega Matteo Salvini denunciava di ricevere messaggi da italiani all'estero che segnalerebbero il pericolo di brogli. 
E pensare che il voto all'estero è stata per anni una battaglia della destra faticosamente combattuta e vinta.
Il No teme oggi il voto estero perché più volte in questi anni, in occasione di precedenti elezioni politiche, si è rivelato utile più al centrosinistra che al centrodestra. 
E non è un caso che il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi da settimane abbia mobilitato le strutture di partito proprio per incentivare la propaganda presso i residenti all'estero timoroso di vedere arrivare proprio da lì le brutte sorprese.
Ad ogni modo fra insulti e minacce di ricorsi anticipati la campagna referendaria appare sempre più avvelenata. L’ultima interessante polemica l’ha innescata nelle ultime ore il leader del Movimento 5Stelle che, dopo aver definito "serial killer" Renzi e i comitati del Sì ha dichiarato: "Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda. Ormai non argomenta, si dedica all'insulto gratuito e alla menzogna sistematica".
E dopo la scrofa?

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]