Referendum Costituzionale, i quesiti: ecco le modifiche a cui direte SI o NO

23 novembre 2016 ore 15:21, intelligo

di Antonio Gaiani

 Siamo vicini alla data del Referendum Costituzionale, il 4 Dicembre gli elettori italiani sono chiamati alle urne. Ci sono ancora tanti indecisi anche se la campagna elettorale si è accesa particolarmente presto, politici e non hanno tempestato gli italiani di informazioni, spesso fuorvianti, cercando in molti casi di creare un vero stato di paura per le conseguenze del voto sbagliato o del non voto. Ricordiamo che il referendum non ha bisogno del quorum di legge, quindi la riforma può passare anche con un esiguo numero di votanti. Se non vogliamo che qualcuno decida per noi, sarebbe meglio andare a votare e prima documentarsi bene sui quesiti e sulle variazioni proposte. La famosa domanda che gli elettori troveranno sulla scheda elettorale è la seguente: Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione" approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016? A questo punto bisognerebbe barrare sul riquadro del SI o del NO

Votando Si, si accetta la riforma, con la modifica della Costituzione, 47 articoli su 139 totali verranno modificati, dall’articolo 48 in avanti, intervenendo in pesantemente a partire dall’articolo 55, mentre votando No si lasciano le cose come sono adesso.

La riforma Boschi-Renzi ( Testo a confronto con la Costituzione vigente) modifica solo la seconda parte della Costituzione, quella inerente all’ordinamento dello Stato.  Vediamo più da vicino le modifiche sostanziali:

Per quanto riguarda il Senato

I senatori diminuirebbero da 315 a 100, di cui 74 Consiglieri regionali, 21 sindaci più altri 5 membri nominati direttamente dal Presidente della Repubblica, che rimarranno in Senato seguendo il mandato del capo dello Stato. Oltre ai 100 senatori ovviamente vanno sommati gli ex Presidenti della Repubblica come Senatori a vita e quelli in carica adesso. A differenza di quanto avviene adesso, il Senato non verrebbe eletto direttamente dai cittadini, ma verrà scelto il candidato nelle assemblee regionali, attraverso i consigli regionali che decideranno quale consigliere e quali sindaci mandare al Senato per rappresentarli. Vengono ripartiti su base proporzionale, in base al numero demografico delle singole regioni.

Il mandato dei senatori andrà avanti fino al termine della durata del mandato territoriale e quindi, una volta finito, decade la carica da senatore.

L’intento è quello di trasformare il Senato in una “Camera delle Regioni” e cercare di velocizzare l’iter legislativo garantendo più poteri alla Camera dei Deputati.

Referendum Costituzionale, i quesiti: ecco le modifiche a cui direte SI o NO

Abolizione del CNEL

Il nuovo articolo 99 della Costituzione elimina il CNEL. Comunque il CNEL è di fatto già stato chiuso con legge ordinaria, la modifica referendaria sposterebbe il personale alla Corte dei Conti.

Leggi di iniziativa popolare e partecipazione

Per presentare un ddl di iniziativa popolare in Parlamento saranno necessarie 150.000 firme, adesso ci vogliono 50.000 firme, ma ci sarà la garanzia costituzionale che queste dovranno essere discusse e votate in Parlamento.

Superamento del bicameralismo perfetto e nuove funzioni

Netta distinzione tra Camera e Senato, superando così il bicameralismo paritario. La prima rappresenta la Nazione, il Senato delle Autonomie le istituzioni regionali. Solo la Camera dei Deputati potrebbe votare la fiducia, o la sfiducia, al Governo. Il Senato verrebbe limitato al voto sulle riforme e le leggi costituzionali, quelle sugli enti locali e i trattati internazionali.  Quindi il Senato avrebbe piena competenza legislativa, in concerto con la Camera, solo su riforme e leggi costituzionali, mentre le leggi ordinarie spetterebbero quasi unicamente ai Deputati, a parte le “decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea e ne valuta l’impatto”.

Rimozione delle Provincie

 la riforma costituzionale rimuove le province dalla lista di enti costituzionali, le varie funzioni si spostano sui comuni e sulla regione.

Scioglimento delle Camere

Altra modifica importante riguarda lo scioglimento delle Camere: il Capo dello Stato può sciogliere solo una camera, mentre il Senato, non viene contemplato, perché il mandato è continuo seguendo i vari mandati regionali.

Elezione Presidente della Repubblica

Parteciperebbero solo Deputati e Senatori all’ elezione del Capo Dello Stato. Per fare chiarezza è stato realizzato un motore di ricerca, www.riformacostituzione.it, da CELI-Language Technology  in collaborazione ITTIG, l’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica, struttura scientifica del CNR.

 

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