Su Trump Rinaldi è chiaro: "I 100 giorni: perché possono essere un modello"

23 novembre 2016 ore 13:47, intelligo
di Stefano Ursi

Nuovo Reagan? O portatore di soluzioni innovative? Andiamo ad analizzare il Trump 'economista', che nei primi cento giorni di presidenza ha annunciato di voler stralciare il Ttp ma soprattutto di riportare il lavoro nei confini americani. Vincerà la scommessa su cui, per ora, anche i mercati internazionali paiono puntare? IntelligoNews lo ha chiesto ad Antonio Maria Rinaldi, economista e docente di Finanza Aziendale all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti.

Prima non capito dai giornalisti, visto l'esito del voto, oggi guardando ai listini di Borsa possiamo dire Trump non capito anche dagli analisti?

“Mi lasci dire che le reazioni di Borsa tengono conto del fatto che il programma che Trump intende adottare, vorrebbe riportare la produzione americana nei confini nazionali, il che si traduce in un'attenzione più forte nei confronti del sistema aziendale americano. La prospettiva nei conti economici delle aziende, con incentivi e agevolazioni, si profila ovviamente buona ed è per questo che i risultati sono positivi”.

E i listini europei? Nemmeno a loro fa paura?

“Qui occorre fare una precisazione che riguarda il ruolo dei media nella campagna elettorale americana, i quali hanno rappresentato, schierandosi da una parte, degli scenari altamente improbabili per condizionare l'opinione pubblica. Ma la storia è ben diversa, come lo è stata anche per la Brexit e, come penso, lo è in parte anche per quella referendaria in Italia. Ormai i sondaggisti di professione hanno perso totalmente il loro ruolo”.

Nell'arrivo di Trump è possibile intravedere un nuovo periodo “Reaganiano?”

“Io ricordo molto bene che quando fu eletto Reagan a presidente degli Stati Uniti, in molti storsero il naso, perché vedere un attore, nemmeno di primo piano, a ricoprire la poltrona della Casa Bianca poteva sicuramente rappresentare un problema per gli equilibri, in un momento peraltro particolare come quello degli anni '80. Mentre invece si dimostrò essere uno dei migliori presidenti di sempre. Cerchiamo di entrare nell'ordine di idee che il popolo non è stupido e alla fine sceglie le soluzioni migliori: Trump, in questo momento, è riuscito ad interpretare nel migliore dei modi il disagio che si è creato negli Usa, dove la classe media è stata letteralmente massacrata da 8 anni di governo Obama”.

Cosa farà Trump in concreto?


Su Trump Rinaldi è chiaro: 'I 100 giorni: perché possono essere un modello'
L'economista Antonio Maria Rinaldi - Photo Twitter
“Un conto sono le promesse elettorali e un altro quel che realmente riuscirà a fare. Da quello che si può evincere, relativamente al programma dei primi cento giorni, sicuramente ci sarà lo stralcio assoluto del Ttp e la volontà di riportare la produzione nei confini americani; si pensi che parte del commercio con la Cina, ad esempio, proviene non tanto da prodotti al cento per cento cinesi, ma di aziende americane che producono in Cina, e dunque il progressivo marcia indietro sulla delocalizzazione risulta un passo molto importante, che magari dovremmo fare anche noi. Ovviamente questo è possibile con politiche di incentivazione e sgravi fiscali, tali da aumentare anche l'occupazione sul territorio nazionale. È un programma ambizioso, di certo, perché prevede una rimodulazione del sistema fiscale con dei limiti più bassi, sia per le persone fisiche che per le società: obiettivo è favorire soprattutto la classe media, quella che lo ha votato. Oltre alla rivisitazione del cosiddetto 'Obamacare', relativo al sistema sanitario e al tentativo di accelerare su una competitività più ampia”.

Possiamo dunque pensare che non esista solo un modo di fare economia e che quello più giusto, magari, non sia quello che piace a noi?

“Se quello che piace a noi è quello che si sta facendo da tempo in Europa, va detto che inizia a non piacere a molti: e mi riferisco alle politiche di austerity molto marcate, principalmente dalla Germania, con il consenso supino della Commissione, da cui molti si stanno progressivamente dissociano. La cosa che va sottolineata è che, paradossalmente, questa è l'unica politica economica possibile a supporto dell'Euro e della Costituzione Europea, che è errata e destinata al fallimento; vediamo cosa succederà ma per come la vedo io siamo ormai prossimi ad una situazione di insostenibilità”.
autore / intelligo
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