"Trump(ate)" per tutti dal Nyt: "Siria, clima, conflitto di interessi e Putin"

23 novembre 2016 ore 15:27, Americo Mascarucci
Alla fine l'incontro fra il neo presidente Usa Donald Trump e la redazione del New York Times si è svolto fra conferme e smentite che si sono susseguiti per giorni.
E' andato nella "tana del lupo" visto che il Times è il giornale che gli è stato più ostile durante tutta la campagna elettorale.
Invece da ambo le parti i toni sono stati rispettosi e concilianti al punto da far apparire gli scontri delle settimane scorse"lontanissimi ricordi".
L’incontro è durato circa un’ora e Trump è apparso moderato.
Ha iniziato sgomberando subito il campo dall'accusa di creare uno staff fatto da estremisti come Steve Bannon, esponente della destra nazionalista estrema e suo consigliere alla Casa Bianca.
"Se pensassi che fosse un razzista o della alt-right o di come possiamo chiamarlo, non avrei neppure pensato ad assumerlo" ha detto Trump che poi ha aggiunto: "Penso sia molto duro per lui. Penso che sia un momento molto duro per lui, perché lui non è così". 
Quanto al sito Breitbart news, che Bannon dirigeva prima di diventare capo della sua campagna per le presidenziali, "è una pubblicazione come un'altra" ha detto il neo presidente con riferimento ai contenuti islamofobi.

'Trump(ate)' per tutti dal Nyt: 'Siria, clima, conflitto di interessi e Putin'
Quanto a un presunto conflitto di interessi tra gli affari del miliardario e la sua carica istituzionale, Trump ha precisato
"La legge è completamente dalla mia parte, il presidente non può avere un conflitto d'interessi. In teoria, potrei dirigere perfettamente i miei affari e governare perfettamente il Paese. Non c'è mai stato un caso come questo. Tuttavia la mia azienda è veramente non importante in relazione a quanto mi appresto a fare". 
Poi c'è la politica estera. Cambio di strategia a 360 gradi sulla Siria. 
Massima collaborazione con la Russia e nessuna ostilità verso il regime di Assad.
Continuità invece per ciò che riguarda il processo di pace fra israeliani e palestinesi.
"Mi piacerebbe essere colui che realizza la pace con gli israeliani e i palestinesi, sarebbe un grandissimo traguardo". 
E come mediatore del conflitto ha addirittura proposto il genero Jared Kushner, marito della figlia Ivanka e figura chiave della sua vittoriosa campagna presidenziale, 
Poi la polemica sul clima.
A differenza di quanto ha ripetutamente annunciato in campagna elettorale sull'intenzione di bocciare l'accordo sul riscaldamento globale firmato lo scorso dicembre a Parigi, si è dimostrato "aperto" a trovare un'intesa. 

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