Scompenso cardiaco, i sintomi per individuare il killer silenzioso

23 novembre 2016 ore 21:17, Andrea Barcariol
Colpisce oltre 1 milione di italiani e provoca circa 190.000 ricoveri l’anno. Stiamo parlando dello scompenso cardiaco, un vero e proprio incubo soprattutto per gli over 65. Di questa patologia, ancora oggi poco conosciuta dai pazienti e sotto diagnosticata si è parlato nell'incontro organizzato da Novartis a Milano: "Scompenso cardiaco, conoscere, prevenire e trattare il killer del cuore". "Per il medico curare lo scompenso può essere anche frustrante. Si tratta di una condizione cronica che come tale ha bisogno di un approccio medico di lungo periodo, non legato alla contingenza della cura. Occorre mettere insieme le competenze e una certa concezione olistica della medicina, come i medici di una volta - ha spiegato Maria Frigerio, direttore di Cardiologia 2 dell'ospedale Niguarda di Milano.

Scompenso cardiaco, i sintomi per individuare il killer silenzioso
Si stima che entro i prossimi 10 anni lo scompenso cardiaco arriverà ad interessare il 2,3% della popolazione italiana, 1 persona su 5 sopra i 40 anni sarà colpita dalla patologia nel corso della vita.
Per scompenso cardiaco si intende una condizione in cui il cuore non è capace di distribuire il sangue in misura adeguata alle richieste metaboliche dei tessuti. Come per tutte le patologie, conoscere i sintomi della malattia, le sue cause e i fattori di rischio aumenta le possibilità di arrivare ad una diagnosi precoce e di accedere in maniera tempestiva alla terapia consentendo ai pazienti di avere una buona qualità della vita. A detta di Frigerio, un altro aspetto che può ritardare la percezione dei disturbi da parte del soggetto “è che, quando i sintomi si sviluppano gradualmente, il paziente può quasi inconsciamente modificare a poco a poco le sue abitudini in modo da poter compiere le attività della giornata nonostante la limitazione progressiva della tolleranza allo sforzo fisico”.
I sintomi principali sono: dispnea e affanno, facile affaticamento con ridotta tolleranza allo sforzo, anche leggero, congestione o ritenzione di liquidi specie polmonare e/o a carico degli arti inferiori e debolezza generalizzata.
Oggi la metà dei pazienti con scompenso cardiaco muore entro 5 anni dalla diagnosi.
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