Fibrillazioni Pdl: il salto del Quagliariello

23 ottobre 2013 ore 11:16, Francesca Siciliano
Fibrillazioni Pdl: il salto del Quagliariello
Quagliariello non lascia, anzi raddoppia. E mentre il gioco al massacro nel Pdl continua (la nomina di Rosy Bindi nella Commissione Antimafia ha fatto venire il mal di pancia a Cavaliere e cavalleria), continuano pure gli smottamenti interni. Quelli, per intenderci, che vedono ancora contrapporsi falchi e colombe; governisti e lealisti; fedeli-fedelissimi e mezzi traditori.
A calare il carico da undici nella partita particolarmente burrascosa (tanto dentro quanto fuori dal partito) che si sta consumando nel Pdl ci ha pensato, appunto, Gaetano Quagliariello – ministro per le Riforme e già Saggio incaricato da Napolitano di sondare gli umori del Parlamento all'indomani delle elezioni di febbraio – che sembra intenzionato ad arrivare al redde rationem pidiellino spaccando il partito. Già ieri, nel corso di un'intervista rilasciata al Messaggero, trovandosi a parlare del governo e della Legge di Stabilità, il ministro si è rivolto ad alcuni esponenti del suo Pdl, invitandoli a rinunciare a minacciare la crisi di governo proprio sulla manovra economica, soprattutto se non si hanno i numeri. Poi ha aggiunto che è inutile portare avanti critiche distruttive nei confronti dell'esecutivo. Ma in serata, nel corso della puntata di Matrix, è andato oltre: «Se ci sarà una minaccia per il governo nascerà un altro gruppo, anche se mi auguro che ciò non accada. Ho tutta la determinazione a portare fino in fondo una linea politica».      
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