Canada, Cardini: "L'Occidente è finito e il cristianesimo pure. Ecco il modo giusto di difenderci..."

23 ottobre 2014 ore 12:39, Adriano Scianca
Canada, Cardini: 'L'Occidente è finito e il cristianesimo pure. Ecco il modo giusto di difenderci...'
L'islam raccoglie ormai intorno a sé tutti i pazzi del mondo, anche se di questo non ha colpa. Del resto, l'Occidente che orizzonte di senso alternativo offre? È questa, in sostanza, la lettura che Franco Cardini dà dell'attacco jihadista al Canada. Medievista, studioso dei rapporti fra cattolicesimo e islam dalle origini a oggi, il professore fiorentino avverte: “Dobbiamo difenderci, ma anche trattare questi fenomeni nelle dovute proporzioni. Non dobbiamo perdere la calma, non facciamo lo stesso errore di una decina di anni fa, quando seguimmo gli strateghi americani proponendo una cura che era peggio del male”. Cardini, qual è la sua prima impressione sull'assalto al Parlamento canadese da parte di un autoctono convertito all'islam? «Ormai esiste tutto un filone di follia circolante a vari livelli. In questo, l'islam – senza averne nessuna colpa – svolge una funzione analoga al viaggio della droga negli anni '70. Soprattutto un certo islam, inventato recentemente, che non è mai esistito storicamente, anche se pretende di essere l'unico islam autentico, raccoglie intorno a sé la natura nevrotica dell'umanità». Ma l'islam vero e proprio ha rapporto con queste derive? «Nessun musulmano serio, come nessun cristiano o nessun ebreo, farebbe mai cose di questo genere. Del resto per fare un'azione così basta una persona o poco più. Si tratta di pochi casi, che vengono poi dilatati come il nuovo caso dell'ebola su cui si innestano le nostre paure. Ma noi sbagliamo a trattare questi fenomeni istericamente, così come trattiamo istericamente appunto l'ebola». Ma dai terroristi dobbiamo pur difenderci, no? «Dobbiamo ovviamente difenderci dal pazzo di turno che decide di fare una strage, così come dobbiamo difenderci dall'ebola del resto, ma dobbiamo anche trattare questi fenomeni nelle dovute proporzioni. Non dobbiamo perdere la calma come se fossimo minacciati da un mostro cosmico. Non facciamo lo stesso errore di una decina di anni fa, quando seguimmo gli strateghi americani proponendo una cura che era peggio del male». L'islamofobia non è una soluzione, quindi. «L'islam è una grande religione, che oggi viene assunta da alibi, magari inconscio e in buona fede, quasi fosse una risposta al grande male del mondo contemporaneo, che è l'immensa sperequazione sociale». Tutto questo, però, accade sullo sfondo di una grande crisi di senso dell'Occidente... «Ma l'Occidente è finito! Ormai ha completato il suo ciclo, anche se ci vorrà ancora qualche tempo prima che se ne renda conto. I centri di produzione non solo economica, ma anche del pensiero sono altrove. Quella sfida che l'Occidente lanciò al mondo 500 anni fa aveva in sé quello che sta succedendo adesso. I veri eredi del pensiero occidentale sono i paesi del Brics. Noi abbiamo fondato una cultura raccolta da altri». E il cristianesimo? Non può giocare un ruolo in tutto ciò? «Il cristianesimo è rimasto in piedi solo perché ormai non dà più noia a nessuno. Noi, di fatto, non siamo più cristiani. Possiamo esserlo in forma individuale, ma la nostra società da almeno tre secoli ha cessato di ispirarsi al cristianesimo. Poi ci meravigliamo se un canadese, magari spostato, si converte all'islam? Quali ideali gli dà l'Occidente? Noi non proponiamo più un'idea che sappia riempire la vita di qualcuno. Non abbiamo più nulla da dare».
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