Renzi taglia i punti scommessa, ma basterà a fermare la ludopatia?

23 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Il Governo ridurrà da 22mila a 15mila i punti scommesse.

Lo ha annunciato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nella consueta e-news mensile in cui non manca di difendere la manovra economica appena varata. 

Una risposta diretta al Movimento 5Stelle che aveva evidenziato come, con la nuova legge di stabilità, l’Italia rischi di fatto “un’invasione delle sale gioco"

"Saranno ben 22.000 le nuove licenze per i concessionari di slot machine e centri scommesse che verranno rilasciate con la prossima legge di stabilità. – avevano denunciato i penta stellati - Una vera e propria invasione visto che attualmente i corner sono 6.500 e le agenzie 5mila, oltre alle 2.200 sanate con la scorsa Legge di stabilità".

Secondo Renzi l’allarme sarebbe del tutto infondato al punto che il Governo, lungi dal voler favorire il dilagare del gioco d’azzardo starebe invece lavorando alla riduzione dei punti scommessa. 

E questa è sicuramente una buona notizia visto che lo Stato in Italia è purtroppo responsabile in larga parte delle tante famiglie che finiscono sul lastrico a causa proprio del gioco d’azzardo che porta introiti nelle casse pubbliche. Il che sarà pur vero, ma è un po’ come la prostituzione. Le case di tolleranza furono chiuse perché si disse che era immorale per lo Stato “lucrare” sulla prostituzione e la stessa cosa può dirsi pure per il gioco d’azzardo.  

Ma qui ci sono dietro le lobby, quelle che gestiscono i punti scommessa e fabbricano le macchinette mangiasoldi vero e proprio businnes per fare soldi sulla pelle delle persone. Perché il gioco è come l'alcool, come una droga che una volta che ti piglia ti rende dipendente e rende difficile l'uscita dal tunnel.

Oltre metà della popolazione italiana gioca secondo le stime del Ministero della Salute.  Le caratteristiche più attraenti dei giochi d’azzardo sono la velocità, la ripetitività, la disponibilità: comportamenti che si possono fare sempre in ogni parte della giornata, di giorno come di notte, ovunque, nelle sale giochi come su internet, e che si possono ripetere velocemente (una giocata alle slot machines, ad esempio dura circa tre secondi). 

Renzi dunque annuncia di voler porre un freno allo sviluppo del gioco d’azzardo anche se a detta degli esperti probabilmente non sarà sufficiente la riduzione dei punti scommesse. Ancora di più nel momento in cui tutte le stime evidenziano come la ludopatia nasca e si sviluppi maggiormente con le slot machine, ossia le macchinette che si incontrano pressoché in tutti i bar

Diversi esercenti commerciali in Italia hanno compiuto la scelta etica di rimuovere le slot dai propri locali proprio per impedire il dilagare della patologia anche se ciò ovviamente comporta un' entrata in meno nelle loro casse. Ma purtroppo l’etica è prerogativa di pochi e fino a quando lo Stato continuerà a vendere tabacco e a promuovere il gioco sarà sempre meno utile indicare sui pacchetti di sigaretta che il fumo fa male e sulle slot che il gioco può creare dipendenza. 

Semmai quella è l’espressione massima dell’ipocrisia, dello Stato che pensa di mettersi così a posto la coscienza di fronte al dramma delle famiglie.   


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]