Perché dobbiamo spostare le lancette indietro di un'ora?

23 ottobre 2015, Luca Lippi
Perché dobbiamo spostare le lancette indietro di un'ora?
Nella notte fra sabato 24 e domenica 25 esattamente alle tre torna l’ora solare e quindi dobbiamo spostare indietro di un’ora (un’ora di sonno in più). Ma perché è stata introdotta l’ora legale? E perché non esiste in tutti i Paesi? L’ora legale in Italia fu introdotta per la prima volta nel 1916, con il decreto legislativo 631 del 25 maggio: poi fu abolita e ripristinata diverse volte e adottata definitivamente con una legge del 1965, applicata a partire dall’anno seguente. Nei primi anni Ottanta si decise di estenderne la durata, portandola da 4 a 6 mesi. Nel 1996 è stato introdotto un ulteriore prolungamento di un mese, concordato a livello europeo: il ritorno all’ora solare è stato quindi ritardato all’ultima domenica di ottobre.

Prima della diffusione degli orologi, l'organizzazione delle civiltà agricole non si basava su bioritmi fissi come nelle moderne civiltà industrializzate. I contadini, che costituivano la grande maggioranza della popolazione, si alzavano sempre all'alba seguendone inconsciamente il progressivo anticipo in primavera o ritardo in autunno. Comportamento simile si riscontra nell'era imperiale romana quando “l’ora prima” era sempre quella che seguiva il sorgere del sole, indipendentemente dall'istante in cui questo evento astronomico si verificasse. Nell'era contemporanea l'espediente dell'ora legale è la replica di una usanza antica livellando i bioritmi umani artificialmente.

Perché dobbiamo spostare le lancette indietro di un'ora?
Nel 1784, Benjamin Franklin, pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris, aveva cominciato a occuparsi di risparmio energetico, tuttavia l’esigenza non era sufficientemente “primaria” e quindi nessuno ne seguì le indicazioni. Accadde però nel 1907 quando William Willett (costruttore inglese) recuperò le idee di Franklin stavolta con successo, il risparmio energetico con la prima guerra mondiale alle porte era interessante, e trovò applicazione proprio durante la grande guerra. Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

Nei paesi equatoriali, cioè i Paesi della fascia tropicale, non adottano l'ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l'arco dell'anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un'ora per aggiungere luce alla sera. Nell’emisfero australe, invece, causa l’inversione delle stagioni anche l'ora legale segue un calendario invertito, in Australia vige da ottobre a fine marzo (variazioni da stato a stato data la vastità del continente, in Brasile invece si va dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di febbraio.

Fanno caso a parte l’Africa dove l’ora legale è sostanzialmente ignorata, mentre in Russia dal 2011 ad ottobre 2014, a seguito di una decisione presa da Dmitrij Medvedev, è stata adottata per tutto l'anno l'ora legale (ovvero l'orario estivo, cioè con gli orologi posti un'ora avanti rispetto al fuso orario). Da ottobre 2014, dopo l'approvazione di una proposta parlamentare, l'ora legale è stata abolita ed è tornata in vigore l'ora solare per tutto l'anno, la Bielorussia che segue politicamente la Russia ne segue anche le consuetudini mentre l’Ucraina ha deciso di adottare gli usi dell’Ue.

autore / Luca Lippi
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