Esclusivo. San Pio. Parla la donna che vede senza pupille. Per la scienza? «Sono cieca»

23 settembre 2013 ore 16:57, Marta Moriconi
Esclusivo. San Pio. Parla la donna che vede senza pupille. Per la scienza? «Sono cieca»
Come rendere omaggio al più grande Santo del ’900, legato anche a Giovanni Paolo II? Oggi, che è San Pio, IntelligoNews è riuscito a contattare Gemma Di Giorgi, la donna che vede senza pupille, una siciliana oggi votata alla testimonianza. E ci ha risposto proprio da San Giovanni Rotondo dove ha partecipato alla veglia in ricordo della morte di Padre Pio. Lei che gira il mondo, ma che vuole tornare sempre là. 

  Oggi è San Pio. Ricordiamo, con le sue parole, il miracolo che Padre Pio le ha fatto? 

  «Mia nonna mi ha portato da Padre Pio. Un viaggio lungo dalla Sicilia a lui. Già prima di arrivare io iniziai a vedere, nonna aveva tanto pregato, ma ero senza le pupille ancora, e lei, che se ne era accorta, pensava che io dovessi avere la guarigione fisica, che non mai è avvenuta. Ma Dio aveva in mente di più. Vedere senza pupille è impossibile, per questo con me ha fatto una cosa ancora più grande». 

  E’ vero che si era dimenticata di chiedere la guarigione, una volta giunta davanti a Padre Pio? 

  «Non è che mi fossi dimenticata, non sapevo cosa significasse chiedere la grazia. Pensavo fosse una sorta di atto dolore, qualcosa che io dovessi dire. Quando poi ho visto il Padre, e quella sua barba lunga, mi sono impaurita. E avevo perso anche la voglia di confessarmi, se lui non mi avesse preso il braccio e avvicinato. Da lì è stata la mia fine (ride, ndr): ho pianto tutto il tempo, non ho detto l’atto di dolore e non ho detto soprattutto quella parola “magica”: che chiedevo, appunto, la grazia. Prima che lui mi mandasse via dopo l’assoluzione mi ha fatto un segno di croce sugli occhi». 

E la nonna, quando le seppe, le sgridò vero? «Sì, perché non avevo chiesto le pupille, il miracolo estetico. Ma lei sapeva già durante il viaggio che io iniziavo a vedere. Nonostante questo si arrabbiò, mi strillò e mi minacciò, dicendomi che non avrei più potuto fare la Comunione. Quando è andata lei a confessarsi, ha detto a Padre Pio che io piangevo perché chiedevo la grazia. Ma Padre Pio le disse che non piangevo per quello. E’ strano poi che non chiese chi era questa bambina, ma lo diede per scontato che ero io. Poi le disse: "La bambina non deve piangere e nemmeno tu devi stare preoccupata perché Gemma vede, e tu lo sai"». 

Ma la scienza non ha riconosciuto il suo miracolo? 

 «Non lo può riconoscere. Perché senza le pupille non si può vedere. E nella cartella clinica che c’è scritto che sono una non vedente a tutti gli effetti. Il miracolo è continuo, non è che io sono guarita, l’occhio è senza pupilla, ma vedo».

Porta occhiali con le gradazioni? 
  «No, li porto scuri e spessi perché la luce mi dà fastidio. Non avendo pupille che filtrano la luce ho questi fastidi». 

  E come si presenta oggi il suo occhio? Tutto scuro? «No è come il vostro. Manca solo il foro centrale, la pupilla».

La sua vita si sviluppa molto a San Giovanni Rotondo e in giro per il mondo. La sua testimonianza di fede è perpetua

«Il mio legame con Padre Pio è continuo. E’ il minimo che potessi fare». 

  Nelle varie trasmissioni televisive a cui ha partecipato, può dire che il suo miracolo ha fatto credere qualcuno, o quantomeno ha aperto il cuore a qualcuno?

«Direi di sì. Direi di sì. Ma il miracolo non ti dà la fede se non ce l’hai. Se tu non credi, anche se vedi un morto che si alza non basta. Il miracolo allora cos’è: accresce la fede, ma non dà la fede. Dio la fede l’ha data a tutti, ma sta a noi coltivarla». In un mondo secolarizzato, questi argomenti poco o male vengono trattati? «No. La televisione li segue per audience. Eccome. Le persone basta che sentono il nome di Padre e si riempiono le Chiese, si leggono gli articoli, si guardano le trasmissioni». 

  Perché Padre Pio, che non era un accondiscendente e spesso era molto duro con le persone, aveva ed ha una sequela così numerosa? «Padre Pio era un uomo integrale, non era uno che faceva il Santo, un piagnucoloso o uno con la voce flebile… Poi sapeva tutto, conosceva la verità di tutti e chiedeva spesso: “Come sta la tua famiglia?” o “lascia quell’amante…». 
  Il giorno della sua morte, quella notte, è morto il 22 settembre alle 2 del mattino, era lì? 

 «Ero lì. Eravamo tutte lì noi, sue figlie spirituali. Il 20 settembre avevamo festeggiato il 50esimo della sue stimmate».

Lo ha mai ringraziato o lui ha fatto riferimento a quello che era successo, in qualche occasione? Magari c’è stata qualche battuta… 

  «No, con battute no. Volevo ringraziarlo certo e mi sarebbe piaciuta  una sua parola in proposito. Ma lui non mi ha mai risposto. Mi ha sempre solo detto: Vai a ringraziare la Madonna».
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