Siria crocevia di tutte le guerre: dai bombardamenti Usa alle schermaglie con Israele

23 settembre 2014 ore 14:47, Adriano Scianca
Siria crocevia di tutte le guerre: dai bombardamenti Usa alle schermaglie con Israele
Si intensifica l'azione anti-Isis: l'offensiva americana contro gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Isis) in Siria ha scatenato almeno 30 raid per circa 22 obiettivi colpiti.
Gli attacchi si sono concentrati nella provincia di Deir Al-Zor al confine con l’Iraq. Nel mirino dei bombardamenti ci sono anche i qaedisti del fronte Jubat al Nusra, inizialmente rivali di Isis ma da poco alleati. Il Pentagono ha dichiarato che otto dei raid effettuati nella notte sono stati contro Khorasan, gruppo formato da ex operativi di al Qaeda, che "stavano progettando un attacco imminente contro gli interessi Usa e occidentali". Il ministero degli Esteri siriano sostiene che “gli americani hanno informato la delegazione siriana alle Nazioni Unite che bombardamenti sarebbero stati effettuati contro i terroristi di Isis a Raqqa”, e questo nonostante Washington avesse ripetutamente ribadito nei giorni scorsi che avrebbe agito senza chiedere alcuna autorizzazione a Damasco. Certo, in questo quadro non suonano come rassicuranti le notizie che giungono dalla Turchia, dove sembra che 50 membri dell'Isis, compresi i familiari di uno dei leader dell'organizzazione, siano stati liberati in cambio della restituzione degli ostaggi turchi. "Noi non confermiamo né neghiamo lo scambio", ha detto un funzionario del governo di Ankara anonimamente. I 46 turchi liberati, tra i quali il console turco, soldati e bambini, erano stati rapiti dai jihadisti nel consolato della città irachena di Mosul, finita nelle mani dell'Isis. Le autorità turche hanno mantenuto il silenzio sui dettagli della liberazione, dicendo solo che non è stato pagato. Tra i membri dell'Isis rilasciati ci sarebbero anche i famigliari di Haji Bakri, uno dei capi dell'organizzazione che è stato ucciso ad Aleppo a gennaio. Proprio la Siria, del resto, sembra essere il crocevia di una serie di conflitti che esulano dalla guerra contro l'Isis. È sempre di stamattina, infatti, la notizia che un missile Patriot israeliano ha intercettato sopra le alture del Golan un velivolo proveniente dalla Siria. “Un velivolo siriano si è infiltrato nello spazio aereo israeliano ed è stato intercettato dai sistemi di difesa Patriot”, ha detto Moty Elmoz, portavoce militare israeliano. È il secondo incidente del genere nell’ultimo mese nella stessa zona. “È stata una azione difensiva”, ha detto il portavoce militare. “Siamo in uno stato di allerta molto elevato e i nostri sistemi sono entrati in azione immediatamente”. Il ministro della Difesa israeliano Moshe Yaalon ha chiarito che Israele risponderà “con la forza” a tutti i tentativi di minacciare la sicurezza del paese. “Non permetteremo a nessuno, che sia un rappresentante di Stato o un’organizzazione terroristica, di minacciare la nostra sicurezza e violare la nostra sovranità”, ha dichiarato Yaalon in un comunicato. “Risponderemo con la forza contro qualsiasi tentativo, che sia intenzionale o accidentale”, ha aggiunto.                          
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