Anti-Papa. "Anche Gesù era politico": parla il vaticanista

23 settembre 2015, Marco Guerra
“Quando un Papa fa aperture crea perplessità, molti si interrogarono anche sulla cattolicità di Luciani e Roncalli”. Francesco Grana, vaticanista de Il Fatto Quotidiano, parlando con Intelligonews spiega perché non c’è persona al mondo più cattolica di Bergoglio e perché la stampa pone in evidenza solo gli aspetti sociali del suo magistero. 

Anti-Papa. 'Anche Gesù era politico': parla il vaticanista
In questo viaggio in America il Papa ha dovuto spiegare la sua cattolicità. Non è paradossale?

“Lui ha risposto alla provocazione della copertina di News Week che lanciava l’interrogativo se il Papa fosse veramente cattolico, ma tutti si sono fermati alla copertina, mentre se si leggeva il pezzo la risposta era “si” il Papa è cattolico e la critica era rivolta alla stampa nel modo di comunicare questo Papa. Io sinceramente non sono d’accordo neanche con questa affermazione perché se c’è una parte di cattolici che sono preoccupati che Bergoglio sia l’antipapa allora bisogna chiedersi se da 2000 anni ad oggi la Chiesa ha annunciato il vangelo o ha fatto altro”.

C’è da chiedersi quale tipo di fede hanno alimentato questi cattolici?

“Il Papa ha detto ai giornalisti che era pronto a recitare il credo, in questo momento è difficile trovare uno che sia più cattolico di un gesuita”.

Esiste comunque una certa stampa che enfatizza le parole sulla giustizia sociale e silenzia il Papa quando tuona contro la società dello scarto che porta all’aborto e all’eutanasia. Insomma a molti piace presentare un Bergoglio “marxista”…

“Nell’enciclica sull’ambiente ‘Laudato si’ Francesco critica il capitalismo citando e riprendendo Giovanni Paolo II, quindi non c’è alcuna novità di magistero. Per quanto riguarda i temi sensibili lui ne ha parlato sempre con grande chiarezza, è ovvio che un Papa che censura l’aborto non fa notizia. Fa notizia invece una Papa che dice che i divorziati e risposati  non sono scomunicati. C’era bisogno che dicesse questo? Forse si visto l’atteggiamento di tanti sacerdoti verso i divorziati. C’era bisogno che dicesse che i sacramenti non devono essere pagati? Beh in molte chiese ci sono i tariffari esposti in bacheca. E poi fa notizia una Papa che esorta ogni parrocchia d’Europa ad accogliere i profughi e  ospita una famiglia di siriani  nella parrocchia di sant’Anna in Vaticano. Questo non è poco considerato che tanti vescovi europei hanno reagito male e un sacerdote ad Albenga ha detto che avrebbe preferito bruciare la canonica piuttosto che offrirla ai migranti. Forse sono loro gli anticristo”.

Certo fanno più notizia le sue aperture, ma c’è il rischio che un parte del popolo non segua il Papa su questo terreno?

“Bergoglio da quando è stato eletto ha interrogato una parte di cattolici, è stato talmente rivoluzionario il suo arrivo, dalla rinuncia all’appartamento a quelle delle scarpe rosse – che poi voglio sapere quanti fedeli sapevano che i Papi indossavano le scarpe rosse -, che è stato subito superato quel periodo in cui la Chiesa era sprofondata nello scandalo ‘vatileaks’, durante il quale ogni giorno leggevamo sui quotidiani la posta interna del Vaticano. Poi è normale che alcuni cattolici rimangano più indietro del Papa; Francesco ha detto che il pastore deve stare davanti, in mezzo e dietro il gregge per accompagnarlo, a volte invece è il gregge che accompagna il pastore. Lui comunque ha dato un scossa notevole alla Chiesa”.

La parte politica di questo Papa non rischia di prendere il sopravvento su quella spirituale?

“Anche Gesù aveva una parte politica molto spiccata, non scordiamo quando diceva di pagare le tasse all’imperatore romano, era una prima forma di quella che poi, molti secoli dopo, avremmo chiamato Dottrina sociale della Chiesa, nata nel XIX secolo con la ‘Rerum novarum’ di Leone XIII. Bergoglio concilia un vangelo applicato nella realtà, ovviamente in Bergoglio si nota la sua estrazione latinoamericana, quel luogo dove è nata la teologia della liberazione che in Europa è stata vista sempre in maniera marcatamente politica, ma in realtà non era altro che l’applicazione del vangelo per quanto riguarda i problemi dei poveri. In Europa eravamo molto più chiusi alla critica al capitalismo. Ma sostanzialmente sul tema della povertà la Chiesa non dice nulla di nuovo. Certamente lui ha un’autorevolezza e un immagine mediatica che fanno sembrare tutto una novità”. 

Beh è singolare che qualcuno chieda la Papa se è veramente cattolico?

“Credo che forse lo chiesero anche a Wojtyla mentre la curia romana dubitava sulla cattolicità di Papa Luciani ma non fece in tempo a chiederglielo. Quando Luciani disse “pregate per questo povero vicario di Cristo” e quando disse “Dio è madre” la curia si domando se Luciani era cattolico”. 
Quindi non è la prima volta che un parte di Chiesa che si interroga sulla cattolicità del Papa? 
“No sicuramente, come abbiamo detto, con Luciani c’è stato questo interrogativo e credo anche con Roncalli. Quando il Papa apre ci sono sempre perplessità”. 

Il popolo può stare tranquillo il Papa è nel solco della dottrina sociale come ha ribadito lui stesso…

“Se il Papa non fosse cattolico verrebbe destituito un minuto dopo, non converrebbe per primo a Bergoglio visto che ha detto che gli piace fare il Papa. Più cattolico del Papa non c’è nessuno al mondo”.

Intanto c’è grande accoglienza del Papa negli Usa. Malgrado gli scandali in America la Chiesa gode ancora di grande considerazione. Per la prima volta c’erano sia Obama che Biden ad accogliere un leader straniero…

“Se vogliamo essere cattivi tutti hanno piacere a stare vicini a Bergoglio. Il Papa è un leder mondiale superiore ad Omaba. Infatti il presidente americano è andato ad accogliere Bergoglio con tutta la famiglia, perfino la suocera, anche se è a fine mandato. Durante questa visita, per la prima volta un Pontefice parlerà al congresso americano. Questo avviene in un momento delicato della campagna elettorale per le presidenziali, c’è molta frammentazione tra repubblicani e democratici. Quindi sicuramente questa accoglienza è un omaggio molto significativo che tuttavia aiuta anche l’immagine di Obama”. 

In un Paese fondato da comunità di coloni protestanti il discorso al congresso era quasi inimmaginabile fino a qualche decennio fa…

“Si alcuni temono che parlerà dei temi sensibili e dell’embargo a Cuba, ma invece toccherà il problema dei profughi. Non vuole porre problemi politici perché è consapevole che c’è una campagna elettorale agli inizi”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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