Svelato il giallo di Baby Doe, la bimba uccisa e gettata nella spazzatura

23 settembre 2015, intelligo
Svelato il giallo di Baby Doe, la bimba uccisa e gettata nella spazzatura
di Anna Paratore 

E’ il 25 giugno scorso quando su un tratto di spiaggia che costeggia la stretta penisola di Deer Island, a pochi chilometri a est dall’aeroporto Logan di Boston, viene fatta una sconvolgente scoperta. 

Nei pressi di un pontile, tra cumuli di spazzatura che la risacca ha portato a terra, c’è una specie di fagotto fatto con una coperta zebrata, e dentro c’è il corpo di una bambina morta ormai da tempo. Vengono immediatamente avvertiti gli inquirenti e cominciano le indagini anche se appare subito strano che nella zona non risultino segnalazioni di bambine scomparse. E in effetti, quella storia si dimostra da subito un rompicapo. La polizia allarga la ricerca a tutto lo stato del Massachusetts.  

L’immagine della bimba, ricostruita al computer viene diffusa ovunque (la foto in alto mostra come era stato ricostruito il volto quando ancora non si conosceva il suo nome, e accanto l’immagine di come era in realtà, ndr). Si calcola che ben 50 milioni di persone abbiano guardato quella ricostruzione, senza però riconoscerne i lineamenti o, comunque, senza farsi avanti nel caso avessero riconosciuto la piccola. Anche le immagini della coperta in cui era avvolta e dei leggings a pois che indossava, erano state diffuse senza successo. Tutti sapevano che si trattava di una bimbetta dai 3 ai 4 anni, del peso di circa 30 chili. 

Gli inquirenti sostenevano che la bimba non era stata uccisa sulla spiaggia né era affogata. Probabilmente dopo la morte era stata avvolta nella coperta, infilata in una busta della spazzatura, ed era stata gettata via. Poi, viaggiando con l’altra spazzatura, probabilmente caduta da una chiatta, la busta si era arenata sulla spiaggia. Una storia sconvolgente, che ha commosso l’America e fatto il giro del mondo, tanto che venne riportata da parecchi quotidiani italiani. Molti si erano interrogati su come fosse possibile che nel terzo millennio una bimba venisse uccisa e nessuno si accorgesse della sua scomparsa e si preoccupasse di denunciarla in una nazione che è, forse, la più avanzata al mondo.  

Soprattutto se, come diceva la scientifica in base a pollini rinvenuti sulla coperta e sulla bimba, Baby Doe - cognome che viene assegnato in America a tutti i cadaveri di sconosciuti -   doveva essere originaria di una zona intorno a Boston. 
Così, sono passati i mesi ma, mentre l’opinione pubblica forse dimenticava la povera bimba, la polizia non smetteva di cercarla. E oggi, finalmente, è arrivato il tanto atteso colpo di scena: Baby Doe ha un nome. Si chiama Bella Bond, ha dichiarato il procuratore Distrettuale di Suffolk, Daniel Conley.  

Venerdì la madre della bambina,  Rachel Bond, di 40 anni e il suo compagno, Michael McCarthy di 35, sono stati formalmente accusati di omicidio.  Ha detto il procuratore Conley: “Bella Amoroso Bond aveva poco meno di 3 anni, era una bambina deliziosa e non è morta per un incidente o una malattia, ma per un atto di violenza avvenuto nel luogo dove avrebbe dovuto essere più al sicuro, la sua casa”. 

Richard McKeon, colonnello della Polizia di Stato ha aggiunto: “Abbiamo fatto l’impossibile affinché i resti di questa povera innocente ci parlassero, e ci facessero scoprire chi le aveva fatto del male. E Bella alla fine ci ha davvero aiutato…”.
Da alcune prime indiscrezioni, sembra che ora la madre della bimba e il suo compagno si accusino tra loro per la morte della piccola. Gli arresti dei due sono avvenuti dopo una perquisizione della loro casa, e attualmente McCarthy è piantonato in ospedale dove è stato ricoverato per un problema di salute, mentre la madre di Bella è detenuta in altro luogo. 

Nella soluzione del caso ha avuto grande peso il Dipartimento di Stato per i Minori, che per tre mesi ha scandagliato tutte le famiglie segnalate che avessero figlie dell’età di Baby Doe.  Si è scoperto così che tra il 2001 e il 2006 le autorità avevano già sottratto due figli alla famiglia Bond – la madre e il vero padre di Bella – per affidarli uno alla nonna e uno ai servizi sociali, che lo hanno poi fatto adottare da un’altra famiglia.  

Un funzionario del Dipartimento aveva visitato la famiglia nel dicembre 2012 e di nuovo nel giugno e nel settembre 2013 in seguito a denunce per trascuratezza nei confronti di Bella.  Per questo il Dipartimento stava considerando di sottrarre a Rachel Bond anche questa figlia, ma la donna aveva sostenuto che si sarebbe comportata come la madre migliore possibile. 

Quest’anno, poi, quando i vicini di casa non avevano più visto la piccina e gliene avevano chiesto conto, Rachel aveva risposto di aver perduto la patria potestà della piccola, e che i servizi sociali gliela avevano sottratta. In realtà, Bella con i suoi teneri e indifesi tre anni era finita in una busta della spazzatura su una spiaggia battuta dalle onde.


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