Caso Volkswagen: il testa-coda dell’Europa con gli effetti “politici”

23 settembre 2015, intelligo
Caso Volkswagen: il testa-coda dell’Europa con gli effetti “politici”
di Alessandro Corneli

L’Europa della moneta unica non è stata affondata dal caso della Grecia, fanalino di coda dell’Unione, ma rischia molto di più con il colpo inferto alla sua testa, cioè alla Germania, umiliata dalla vicenda della Volkswagen. Se aggiungiamo la questione dei profughi - un milione quest’anno, stima l’Ocse - l’orizzonte si fa cupo per i pasdaran dell’integrazione europea. 

Proprio ieri, su Repubblica, dove il fondatore Eugenio Scalfari, una domenica sì e una no, rilancia il progetto degli Stati Uniti d’Europa, Luciano Gallino ha firmato un articolo in cui illustra i motivi, molto seri, per cui all’Italia converrebbe uscire dall’euro. Il colpo decisivo potrebbe però venire dalla Germania, ferita nell’onore. È vero che l’anima burocratica della Ue cercherà di approfittare del caso “VW” per potenziare i suoi strumenti di controllo, ma dovrà prima superare l’accusa di inefficienza, cecità o complicità nel non avere individuato una tale frode perpetrata da anni mentre concentrava i suoi sforzi nel definire la lunghezza dei cetrioli. 

È ancora prematuro calcolare gli effetti negativi della vicenda sull’intera economia tedesca e, quindi, sull’economia europea. Per il momento, gli azionisti hanno perso un terzo del valore del loro patrimonio, ma è tutta l’immagine del Made in Germany che potrebbe soffrirne e trascinare con sé l’indotto, dove proprio l’Italia ha un ruolo importante, ma estendersi ad altri prodotti su scala mondiale. È vero che le inchieste ora si allargheranno ad altri produttori di automobili, ma nulla potrà impedire un aumento della concorrenza all’insegna del principio “mors tua, vita mea” con inevitabili riflessi nazionalistici anche nella stessa Germania.

Poiché nel giro di ventiquattr’ore è stato ammesso che “il governo sapeva”, la vicenda non potrà essere contenuta sul piano economico-commerciale. Il prestigio personale di Angela Merkel, nonostante tutti i provvedimenti riparatori della frode che potranno essere presi rapidamente, è stato intaccato e ciò potrebbe rimescolare le carte nello stagnante panorama politico tedesco.

La stessa generosa apertura tedesca verso i migranti ne rimane inquinata e potrà essere oggettivamente rimessa in discussione appena saranno più chiare le conseguenze economiche, occupazionali e di bilancio, di questa vicenda che alza un velo sulle complicità tra imprese, autorità nazionali ed europee di sorveglianza. 

La leadership che Berlino stava assumendo, soprattutto su sollecitazione degli altri partner europei, subisce una brusca frenata che avrà ripercussioni in sede Ue: di sicuro, la Bundesbank rialzerà la testa nei confronti della Bce di cui non condivide fino in fondo la strategia del QE (Quantitative Easing). Senza l’appoggio di Angela Merkel, la vita di Mario Draghi si farà più dura e, di conseguenza, i suoi sforzi per rilanciare dall’alto l’economia europea potranno risultare vani, aprendo la strada ai tentativi dal basso, cioè lasciando maggiore iniziativa ai singoli governi nazionali. Per questo diciamo che la vicenda della Volkswagen colpisce l’intera Europa e non solo la Germania.

autore / intelligo
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