Italiani rapiti in Libia, è Al Qaeda? Per Governo "criminali comuni"

23 settembre 2016 ore 11:21, Americo Mascarucci
Ci sarebbe Al Qaeda dietro il sequestro degli italiani in Libia almeno stando a quanto dichiarato dal colonnello Ahmed al Mismari, portavoce delle forze armate libiche legate a Khalifa Haftar il generale che ha preso il potere a Tobruk e che non riconosce il governo legittimo di Tripoli.
L'alto ufficiale ha rilasciato questa dichiarazione sul  portale libico Alwasat, senza fornire però alcuna prova circa la veridicità della notizia. 
Il sequestro dei due tecnici italiani e di un canadese, avvenuto lunedì nel sud della Libia, non sarebbe opera di terroristi invece secondo il Governo italiano. 
I tecnici sequestrati sono Bruno Cacace, 56enne residente a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), e Danilo Calonego, 66enne della provincia di Belluno di Sedico (Belluno), che lavorava in Libia dal '79. Con loro è stato sequestrato anche un cittadino canadese. 
Finora non è arrivata alcuna rivendicazione.
"A noi - ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni - non risulta che dietro al rapimento dei nostri due connazionali in Libia ci sia al Qaida. In questo momento non siamo in grado di confermare o smentire affermazioni di questo genere". 
Un lavoro di ricerca reso difficile dalla situazione in cui versa il Paese africano, dilaniato dallo scontro tra il governo di unità nazionale di Tripoli, sostenuto dall'Onu ed il Parlamento di Tobruk, dietro cui c'è proprio il generale ex gheddafiano Khalifa Haftar. 
Il Fezzan, l'area in cui è avvenuto il sequestro è lontano - non solo geograficamente - sia da Tripoli che da Tobruk.  
"Le fonti libiche hanno parlato di criminalità comune. Detto ciò, quello che possiamo fare in questi casi è lavorare con il massimo riserbo" ha dichiarato il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

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Anche Hassan Osman Eissa, del Consiglio municipale di Ghat, dopo aver riferito che il Governo di Tripoli non si è messo in contatto con le autorità locali, fa sapere che si tratta di "notizie senza fondamento. Le informazioni iniziali indicano che i rapitori sono un gruppo locale di fuorilegge"
La pista è dunque sempre quella di una banda di criminali comuni slegata dai jihadisti di Al Qaida e del Califfato. 
E' molto probabile che, qualcuno della scorta - tre autisti e quattro militari, tutti armati - abbia 'venduto' gli occidentali ad un gruppo criminale deciso a chiedere un riscatto. 
Si starebbe ora cercando il contatto giusto con la banda. 

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