Istat: taglio stime di crescita del 2015, da +0,8% a +0,7%

23 settembre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Lettura ritardata di dati da parte dell’Istat, nel 2015 il Pil italiano è cresciuto solo dello 0,7%: l'Istat ha infatti rivisto al ribasso la stima preliminare, che a marzo era di +0,8%. Nonostante il taglio, il rapporto deficit/Pil nel 2015 resta (come da stime preliminari) al 2,6%, contro il 3% del 2014. Il debito pubblico si è invece attestato al 132,2% del Pil contro il 131,8% del 2014: un dato comunque migliore delle stime, che prevedevano un 132,7%.
Considerando il valore assoluto del Prodotto interno lordo, secondo l'Istat siamo a 1.642 miliardi e 444 milioni di euro, con una revisione al rialzo pari a 6.072 milioni rispetto alle stime precedenti.
Sempre nel 2015, il saldo primario italiano, cioè l'indebitamento netto a cui viene sottratta la spesa dovuta agli interessi, risulta pari all'1,5% del Pil.
Stabile la pressione fiscale, nel 2015 la pressione fiscale in rapporto al Pil si è attestata al 43,4%, invariata rispetto al 2014 secondo l'istituto di statistica che corregge, negli ultimi conti economici nazionali, le stime di aprile pari a 43,5% per il 2015 e a 43,6% per il 2014.

Istat: taglio stime di crescita del 2015, da +0,8% a +0,7%

Per tornare a parlare di dati più “freschi”, sempre dall’Istat solo due settimane fa leggevamo che riguardo la crescita a livello internazionale prosegue la fase espansiva dell’economia statunitense mentre i paesi dell’area euro mostrano segnali di rallentamento nel secondo trimestre. 
L’economia italiana ha interrotto la fase di crescita, condizionata dal lato della domanda dal contributo negativo della componente interna e dal lato dell’offerta dalla caduta produttiva del settore industriale.
Nello specifico Istat scrive: "Le attese per il prossimi mesi permangono deboli. Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere è infatti peggiorato nel mese di agosto non evidenziando segnali di particolare vivacità tra le componenti" [...] "Ad agosto la fiducia dei consumatori ha evidenziato una nuova contrazione dopo il parziale recupero del mese di luglio: da gennaio l’indicatore ha perso circa 9 punti. Le aspettative dei consumatori hanno segnato un generale peggioramento come sintesi di giudizi negativi sul clima economico e sulla disoccupazione". [...] "Lo scenario per i prossimi mesi non lascia ipotizzare recuperi significativi della dinamica dei prezzi. Ad agosto, le aspettative degli operatori registrano maggior cautela tra le imprese circa possibili rincari entro l’anno in corso mentre tra i consumatori si segnala un leggero ridimensionamento delle attese di stabilità o diminuzione dei prezzi". [...] "Nel mese di luglio la dinamica del mercato del lavoro ha mostrato una battuta d'arresto".
Sulla base di questi dati, probabilmente una reale rilettura dei dati sulle previsioni di crescita del Pil italiano sarebbero assai peggiori delle lievi correzioni sul 2015

autore / Luca Lippi
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