Olimpiadi, per Montezemolo la Raggi "come un robot" e Roma "arresa"

23 settembre 2016 ore 11:04, Lucia Bigozzi
Se “Roma si arrende, trasmette al mondo l’immagine di una città che non accetta di migliorare se stessa e che non crede al proprio futuro”. Parole taglienti come lame affilate anche se declinate con un passo misurato. Il passo è quello di Luca Cordero di Montezemolo che commenta il no di Virginia Raggi alle Olimpiadi a Roma, chiarendo il suo pensiero nella veste di presidente del Comitato promotore di Roma 2024. 

Parla da Monaco di Baviera, Montezemolo che è pure presidente di Alitalia e non nasconde l’amarezza per il gran rifiuto della sindaca a 5Stelle salutato con brindisi e fuochi artificiali da Los Angeles e Parigi, le due città che si stanno affacciando alla ribalta delle nuove e potenziali candidate ad ospitare il grande evento sportivo. La cosa che non ha digerito è stata la motivazione con cui il primo cittadino della Capitale ha spiegato il no pentastellato: “Ho assistito a un comportamento sconcertante e umiliante per chi ha l’onere e l’onore di amministrare la Capitale. Ho avuto l’impressione che la sindaca abbia parlato sotto dettatura, come una macchina telecomandata, sicuramente in modo non rispettoso delle istituzioni sportive, costrette a fare anche anticamera”, spiega Montezemolo nella conversazione con il Corriere della Sera e aggiunge: “Se ci fermiamo, tra un anno esatto, a Lima, tanto per iniziare, daranno a un altro Paese il miliardo e 700 milioni a fondo perduto destinati agli impianti sportivi, molti dei quali in periferia. E poi la rinuncia penalizzerebbe non solo Roma, ma anche Cagliari e la Sardegna, dove sono previste le regate, e le altre 10 città italiane che ospiterebbero le partite di calcio”. 

Olimpiadi, per Montezemolo la Raggi 'come un robot' e Roma 'arresa'
Insomma, il presidente del Comitato promotore di Roma 2024 punta l’indice sullo stop e sottolinea che ormai anche l’idea del referendum tra i romani è tardiva perché “andava avviata prima” la macchina organizzativa.
Ma nonostante la delusione, Montezemolo ci spera ancora quando dice di augurare ancora a Roma “di vincere questa grande sfida perché la speranza è sempre l’ultima a morire...”. Insomma per Montezemolo il Campidoglio “dice no alla straordinaria opportunità di dimostrare che con loro al timone è possibile realizzare un evento nella massima trasparenza e legalità. Tutto sarebbe stato infatti nelle loro mani. Sarebbe toccato a loro insediare il Comitato organizzatore, vigilare sugli appalti, sulle ruberie e sul cemento con tutti gli strumenti previsti, a partire dall’autorità anticorruzione di Cantone. Il malaffare si combatte, i ladri si arrestano, gli appalti si controllano. Non si può mica solo dire no per evitare di assumersi le responsabilità. Senza contare che i 5 Stelle avrebbero potuto lasciare un segno importante, lanciando un grande progetto di riqualificazione urbanistica così come avvenne con i Giochi a Roma nel ’60 e a Torino con i Giochi invernali del 2006”. 

Partita chiusa definitivamente? Per il momento manca il voto del consiglio comunale in Sala Giulio Cesare. Anche se proprio il premier Matteo Renzi ci ha messo la pietra tombale sopra, sostenendo che "il caso è chiuso". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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