Brusca frenata, anziana cade sul tram: riceverà (forse) 8mila euro

23 settembre 2016 ore 12:48, Americo Mascarucci
Ottomila euro: è la cifra che l'Atm, l'azienda dei trasporti milanesi, dovrà risarcire a una donna di 80 anni per i danni, morali e fisici, subiti a seguito di una caduta avvenuta sul tram della linea 9 a Milano il 17 maggio di sei anni fa, nel 2010. 
Lo ha deciso, con una sentenza del 20 settembre, il tribunale di Milano. 
A causa di una brusca frenata del conducente, la donna, difesa dall’avvocato e presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli, era stata sbalzata dal suo posto a sedere e aveva urtato la testa e il corpo contro un corrimano metallico. 
I medici dell’ospedale San Paolo di Milano quel giorno le avevano diagnosticato un "trauma discorsivo rachide cervicale con 7 giorni di prognosi". 
Due mesi dopo si era rivolta a uno specialista che le aveva prescritto dieci sedute di terapia per il trauma subìto alla "rachide cervicale" e dieci sedute di "rieducazione posturale globale". 
In seguito le erano state diagnosticate, sempre da medici specialisti, una "sindrome vertiginosa»"e persino una "depressione post traumatica" e un "disequilibrio con componente funzionale importante". 
Brusca frenata, anziana cade sul tram: riceverà (forse) 8mila euro
La passeggera aveva inizialmente chiesto ad ATM una somma di 30.000 Euro, giudicata sproporzionata dall'Azienda che si è opposta. 
"In sede giudiziale la somma - ha spiegato Atm - è stata ridotta a 9.500 Euro, sul presupposto di un danno biologico del 5%; la decisione del Tribunale ha ridotto ulteriormente la somma a 6.875 Euro (per un totale di circa 8.000 Euro con gli interessi) a seguito di una consulenza tecnica che ha ridotto il danno dal 5% preteso all'1,5% accertato". 
"Atm - ha spiegato l'azienda - non può corrispondere indiscriminatamente qualunque somma le venga richiesta dai passeggeri: gli eventuali risarcimenti devono essere congruenti con i danni effettivamente causati. Per questo motivo, qualora la sentenza, di cui attualmente è noto il dispositivo ma non le motivazioni, non rispettasse tale principio, l'Azienda si riserva un'eventuale impugnazione". 

Soddisfatto invece il Codacons: "Il Giudice del Tribunale di Milano ha definitivamente sancito che l'ottantenne doveva essere risarcita dato che la frenata le ha causato gravi danni e una depressione post traumatica".

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