A un mese dal Terremoto. Silvia Carosi per Illica: "La comunità è viva. Già operativi"

23 settembre 2016 ore 12:56, intelligo

di Eleonora Baldo


“La nostra principale preoccupazione è che si disperda la comunità. E se la comunità si disperde, chi tornerà ad Illica tra dieci anni?”. Le case possono crollare ed essere ricostruite, ma se si perde la comunità nulla è possibile. Questo il senso dell’intervista Silvia Carosi, portavoce dell’Associazione culturale “Illica” che ci hanno raggiunto nella redazione di IntelligoNews.

L’associazione culturale Illica, di cui è portavoce – Silvia Carosi – si occupa principalmente di promuovere attività sociali e culturali nel periodo estivo. Che ruolo può svolgere ora l’associazione dopo il terribile terremoto del 24 agosto?

"Questa è una domanda che ci siamo posti fin da subito, ovvero come aiutare la frazione di Illica attraverso l’associazione culturale. E così, sin dalle prime ore dopo il terremoto, ci siamo attivati per fornire alla popolazione tutte le informazioni possibili e abbiamo avviato una raccolta fondi con il cui ricavato intraprendere un progetto di pubblica utilità, che serva a promuovere l’aggregazione tra gli abitanti. Perché la nostra principale preoccupazione è che si disperda la comunità. Al di là delle case, Illica è fatta dalle persone. E se la comunità si disperde, chi tornerà ad Illica tra dieci anni? Ad esempio, sarebbe importante riuscire a mettere a disposizione della popolazione anche un semplice gazebo sotto il quale potersi riunire in occasione della prossima festa del patrono. Un punto d’incontro per dire “noi ci siamo” anche senza le nostre case".

Quante perdite ci sono state ad Illica?

A un mese dal Terremoto. Silvia Carosi per Illica: 'La comunità è viva. Già operativi'
"Ci sono stati cinque morti. Tra questi anche Ana, la ragazza spagnola di cui hanno parlato tutti i giornali. Era la compagna di mio cugino. Anche se qui nelle piccole frazioni siamo tutti un po' parenti. Quando dici “zio” si girano tutti. Noi siamo una comunità molto unita e probabilmente è stato proprio questo forte senso di appartenenza a fare in modo che i morti fossero solo cinque, perché subito dopo la prima scossa i giovani erano già operativi a prestare soccorso e a scavare sotto le macerie. Per noi è molto doloroso sapere che all’appello mancano queste cinque persone. Quando ne parliamo è come se fosse morto un nostro parente o nostra madre, perché Illica è la nostra terra natia".


Il decreto sta per arrivare in Commissione Ambiente. Che appello vuole lanciare al Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani?

"Di non perdere di vista l’importanza dei borghi. L’indotto economico generato dal turismo nei periodi estivi è importante sia per lo Stato che per la comunità locale. Si prenda ad esempio la Festa del Patrono: la sagra si riempiva non solo grazie ai residenti che durante l’anno vivono fuori sede e che puntualmente ritornano a Illica in occasione dei festeggiamenti patronali ma anche e soprattutto grazie alla forte presenza dei non residenti e degli amici degli amici dei non residenti". 
autore / intelligo
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