#nondimentichiamoli, Sabrina Fantauzzi per Illica: "Amati dal figlio di Gunter Grass. Tutti uniti per ricostruire"

23 settembre 2016 ore 14:13, Marta Moriconi
"I territori devastati dal sisma devono tornare a vivere. Per questo è importante creare un coordinamento di tutte le comunità colpite, in primo luogo le frazioni, per ottenere la ricostruzione dei nostri luioghi". 
La giornalista e blogger Sabrina Fantauzzi la notte del 24 agosto si trovava ad Illica, frazione del Comune di Accumoli, e ha vissuto in diretta i drammatici momenti del terremoto. La sera del 24 agosto era seduta nel salotto di Porta a Porta a testimoniare il dramma vissuto. Momenti che non dimenticherà mai, che resteranno scolpiti nella sua mente insieme al terrore di non farcela a scappare, di restare sotto le macerie, di perdere famiglia e ricordi. Ma il timore è anche quello di perdere una comunità amata. Ad Intelligonews racconta tutto questo, ma nel contempo ribadisce la forza di andare avanti e di veder ricostruiti i borghi distrutti. 

Sabrina, che idea di futuro c'è ad Illica e nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto?

"L’idea di futuro è in ciò che è rimasto del terremoto".

E cosa ricordi di quella drammatica notte, cosa è rimasto? 

"Un'esperienza indimenticabile per chi come me ha vissuto quella tragica diretta. Stavo dormendo, quando ho sentito questo forte boato simile ad una violenta esplosione: ho visto la parete dove era appoggiato il letto che si stava crepando, mentre il soffitto
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crollava. Mi sono resa conto che era in atto un terremoto. Sono corsa a svegliare i miei due bambini per scappare: avremmo voluto buttarci dalla finestra visto che eravamo bassi perchè le scale sono pericolose quando ci sono dei terremoti. Mi sono affacciata, ma ho visto che nel vicolo stava venendo giù tutto. Abbiamo deciso così di rischiare scendendo le scale, poi abbiamo attraversato il salone, aperto il portone e raggiunto la piazza. Intorno a noi c'era il disastro, le case completamente crollate, un mare di macerie indescrivibile. In quella piazza eravamo una trentina di persone. Dopo aver messo in salvo i bambini e averli tranquillizzati ognuno di noi si è messo a dare una mano, facendo ciò per cui era più adatto. Io mi sono messa a scrivere, visto che faccio la giornalista, iniziando a dare informazioni utili, anche perché Facebook in quei momenti era diventato virale". 

Momenti indimenticabili, che però non hanno vinto la forza e il desiderio di ripartire, ricostruire e far rivivere questi luoghi. E' così? 

"E' così, Illica deve ripartite per non dimenticare. Dopo pochi giorni abbiamo compreso tutti che il vero rischio adesso è che queste zone possano morire essendo scarsamente popolate e in maggioranza da anziani. Il vero rischio è che possano essere sacrificate sull’altare delle casse dello Stato. Sappiamo che l’Italia è in default, abbiamo un debito pubblico di proporzioni inaudite e questo ci spaventa enormemente. Negli anni '50 e '60 Roma è stato un polo attrattivo per gli abitanti di questi territori che per lavoro o per altre esigenze si sono trasferiti nella Capitale. Però ogni anno questi romani tornano nei luoghi di origine favorendo il loro ripopolamento. Illica per esempio ha 24 residenti, ma d'estate arriva pure a raggiungere 400 abitanti proprio grazie alle seconde case dove si ritrovano intere generazioni, nonni, figli, nipoti, pronipoti. Illica per altro è molto amata dal figlio di Gunter Grass premio nobel per la Letteratura. Queste realtà non possono morire". 

Ecco perché l'idea del Comitato? 

"Esattamente, il comitato 'Illica Vive' rappresenta la volontà di ripopolare il territorio, vogliamo puntellare le istituzioni perché le zone vengano ricostruite, in sicurezza, ma ricostruite". 

 Pensate di unirvi anche con le altre frazioni colpite

"Siamo convinti che ogni comune e ogni fazione debba costituire propri comitati per dar vita poi ad un coordinamento che diventi interfaccia per il Governo, per il commissario alla ricostruzione Vasco Errani e per l’Anci. Il presidente dei Comuni italiani Piero Fassino ha detto cose interessanti sulla ricostruizione, ma poi i sindaci saranno davvero in grado di rappresentare le istanze di territori come questi contraddistinti dalla presenza di così tante frazioni? Ogni frazione potrà trovare ascolto e attenzione ai propri bisogni. E' questa la vera sfida. Il coordinamento dei comitati diventa a questo punto inevitabile per portare a Roma la voce dei territori e far sì che che le risorse siano destinate tanto sulle prime che sulle seconde case. Perché, nel caso di Illica e delle altre frazioni distrutte dal sisma, la ripartenza non può prescindere dalle seconde case, sono queste a tenere in vita queste realtà e a far vivere Amatrice, Accumoli e zone limitrofe".
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