Password della settimana: "Siate fecondi". Ha ragione il Fertility Day

23 settembre 2016 ore 15:18, Paolo Pivetti
“Siate fecondi e moltiplicatevi” è il primo comandamento dato da Dio all’uomo e alla donna appena creati, dopo di averli benedetti (Genesi 1,27). È il comandamento fondamentale: tenete in vita la vita. Per chi crede, sta all’origine di tutta la storia dell’uomo, viene prima delle sue sventure e dei suoi trionfi. Ma la storia umana sembra obbedirgli anche nei popoli e nelle civiltà che, in passato come nel presente, non hanno mai letto la Bibbia. Lo dimostra l’inarrestabile crescita degli abitanti del Pianeta.
Eppure ci sono, nella storia dei popoli e delle civiltà, momenti di particolare crisi in cui questo comandamento è totalmente disatteso. Roma, che ai tempi di Augusto aveva raggiunto un milione e mezzo di abitanti, nei secoli oscuri che precedettero l’anno Mille si era ridotta a una distesa di rovine popolate da non più di venticinquemila persone. Oggi l’Italia è in una crisi di denatalità così violenta, che fa pensare, in prospettiva, all’ipotesi di estinzione del nostro popolo. 
In questa situazione non drammatica ma tragica, non critica ma più che allarmante, non grave ma gravissima, s’inserisce l’iniziativa del ministro della Salute di istituire un “Fertility Day”, celebrato tra frizzi e lazzi, tra urla e schiamazzi di protesta, proprio questa settimana, giovedì 22 settembre.
Certo, l’iniziativa è insufficiente, discutibile la scelta di una denominazione inglese per apparire più trendy, infelice la campagna pubblicitaria. Ma guardando alla sostanza, l’invito a fare più figli è sacrosanto. È la vox clamantis in deserto di un ministro che si
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assume la responsabilità di supplire a un vuoto che è sociale, ma prima ancora morale e spirituale, là dove ben altre autorità morali e spirituali dovrebbero farsi sentire. Eppure si tira addosso accuse d’ogni genere: arroganza, violenza, razzismo...
Sono 700.000, secondo il Ministro, le persone che vogliono avere un figlio ma si scontrano con problemi legati alla fertilità. Nel 2015 sono nati da noi 485.780 bambini, ed è il dato più basso dall’Unità d’Italia. Chi vuol prendere l’argomento sul serio? Chi vuol mettersi a riflettere sul problema vitale, ineludibile, della nostra sopravvivenza? 
La Rete, questa piazza virtuale dove la caccia all’untore è sempre aperta, si scatena. I politici dicono ciascuno la propria, a seconda del settore dal quale pensano di raccogliere voti. Sinistra Italiana presenta una mozione parlamentare di censura per un’iniziativa definita “ideologicamente aggressiva, ricattatoria, minacciosa”. Il Presidente del Consiglio, dal canto suo, dichiara che non ne sapeva nulla. Eppure, per il premier di un popolo a rischio di estinzione il tema dovrebbe essere ben più vitale del referendum istituzionale o della discussione sull’Italicum. 
E la Chiesa? Non pervenuta. Amen.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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