Costi del terremoto in Italia fino ad Amatrice

23 settembre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Non è affatto semplice calcolare il costo di un evento disastroso come un terremoto, l’impatto economico non è solo da riferire ai danni materiali e oggettivamente rilevabili, ci sono danni di impatto sociale e soprattutto erariale che seppure sottaciuti sono comunque un costo per tutta la collettività.
Poi c’è il computo per le vittime che per i superstiti non ha “prezzo”. Sussidiando i dati raccolti dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri insieme all’ufficio studi della Camera dei deputati possiamo fare l’analisi dell’impatto economico degli ultimi terremoti  avvenuti in italia.
Una notevole fetta dei costi totali è infatti rappresentata dai cosiddetti costi indiretti, quelli legati cioè all’interruzione dell’attività economica, al relativo mancato guadagno e al generico rallentamento in termini di crescita della zona colpita.
Danni impossibili da stimare, anche se in qualche modo (propone uno studio della World Bank) ne andrebbe tenuto conto in sede di definizione del budget di spesa pubblica, soprattutto nei paesi più esposti e vulnerabili a questo tipo di catastrofe.
A proposito di Paesi maggiormente esposti al rischio di eventi sismici, è bene ricordare che l’Italia è uno di questi. 
Un po’ per ragioni geologiche, dato che si trova al confine tra la placca africana e quella eurasiatica, che puntualmente si sfregano accumulando energia che deve poi essere rilasciata sotto forma di terremoto, un po’ per ragioni politiche, dato che, come ci ricorda “The Guardian”,  il 18% degli edifici italiani è costruito abusivamente, senza autorizzazione né rispetto delle norme di sicurezza (particolarmente esposto il Sud).
La combinazione di questi elementi il terremoto determina per l’Italia un colpo particolarmente duro alle finanze pubbliche. 
La metodologia nazionale per la valutazione dei danni si effettua tramite delle accurate schede di rilevazione, rilasciate dalla Protezione Civile e compilate da esperti d’ingegneria. 
In queste schede si definiscono i danni riportati dagli edifici, gli interventi da effettuare nell’immediato per limitarli e l’eventuale agibilità che ne consegue. 
Al termine del sopralluogo, i dati vengono raccolti e trasmessi ai sistemi statistici e informatici. È sulla base di questi risultati che si stima l’entità economica del danno, il che permette di elaborare una richiesta sensata di stanziamento pubblico.
Il governo valuta la stima e inizia a produrre decreti legge, il cui carattere d’urgenza permette di destinare le prime risorse alla popolazione e dare il via ai lavori di ripristino. Ulteriori risorse possono poi essere stanziate in seguito, con leggi dedicate o all’interno di riforme finanziarie. 
Le spese sono comunque continuamente ricalcolate, almeno fino a quanto visto fino ad oggi.
Andiamo a guardare i conti, paradossalmente allo stato dell’arte perché la quasi totalità degli eventi sismici esaminati ancora sono in fase di finanziamento, e questo già conferisce l’idea della difficoltà nel preventivare dei costi.

Costi del terremoto in Italia fino ad Amatrice

1980 Irpinia:
è il peggiore evento sismico della storia recente: l’Irpinia venne scossa da 6,9 gradi Richter, morirono 2.735 persone, novemila rimasero ferite e 394mila senza casa. I fondi predisposti dalle 33 leggi prodotte coprono il periodo 1980-2023 e ammontano a 23,5 miliardi nominali, che indicizzati a oggi corrispondono a 52 miliardi.
1997 Marche e umbria:
Terremoto di magnitudo 5,9, morirono 12 persone, 32mila persero la casa e durante tutto l’anno si registrarono oltre seimila scosse. I 42 decreti emanati prevedono fondi dal 1997 al 2024 per un totale di 11,7 miliardi, (13,5 miliardi attuali).
2002 Molise e Puglia:
terremoto di 5,8 gradi Richter, il bilancio fu di 30 vittime e 100 feriti; le 24 norme elaborate prevedono 1,28 miliardi (attuali 1,43) da stanziare fino al 2023.
I due terremoti più recenti e ancora vivi nella memoria di tutti, per questi le stime sono ancora assolutamente provvisorie e i lavori ancora in corso.
2009 L’Aquila:
terremoto di magnitudo 5,9 ha causato la morte di 309 persone, 1.600 sono rimaste ferite, 60mila i senza tetto. Le stime del governo hanno portato a stanziare 10,6 miliardi di euro, ma una recente valutazione parla di almeno 13,7 miliardi dal 2009 al 2029. 
2012 l’Emilia:
terremoto di magnetudo 6 gradi Richter, 27 vittime, 350 feriti, 19mila sfollati. Si è trattato del primo caso in cui, nello stimare i danni, si è cercato di prendere in considerazione anche i costi indiretti, che comprendono cioè il sostegno al reddito dipendente e autonomo, gli sgravi fiscali e le esenzioni, i costi della burocrazia e dei processi amministrativi, le spese mediche e di assistenza (che sia a domicilio o presso le strutture regionali), così come i costi di ripresa dell’attività scolastica.
Lo stanziamento inizialmente previsto, a partire dal 2012 sino a data da definirsi, ammontava a 9 miliardi.  Le stime elaborate dalla Regione e presentate alla Commissione europea per accedere al Fondo di solidarietà, però, valutano i danni complessivi 13,3 miliardi.
In conclusione, arriviamo al sisma del centro Italia di agosto 2016, con magnitudo 6,0 e un bilancio di 297 morti. Il Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) ha varando un decreto emergenze volto a sospendere ogni pagamento tributario dovuto dai terremotati (provvedimento già adottato nel 2012 in Emilia).
Tra i primi interventi finanziari, 234 milioni del Fondo per le emergenze nazionali, in aggiunta al contributo del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, da attivare entro 12 settimane al fine di coprire i costi di prima assistenza agli sfollati.
Nella conferenza stampa di oggi a palazzo Chigi congiuntamente il presidente del Consiglio, il commissario Errani e Curcio della protezione civile hanno rassicurato le comunità colpite che sarà ricostruito tutto come e meglio di prima. 
Nella stessa conferenza stampa lo stanziamento previsto dal governo per il terremoto del centro Italia è piuttosto vago, a detta del commissario Errani: “Stiamo lavorando all'attivazione del Fondo di solidarietà europeo: è un lavoro importante che ci consentirà di accedere a delle risorse che saranno non meno di 3-4 miliardi, ma è una cifra assolutamente orientativa. I danni che vediamo sono cospicui, ma paragonati con gli altri sismi non andremo lontano da queste cifre, anzi sono in difetto”. 
Aggiungiamo che allo stato dell’arte le verifiche sono attualmente al 50% circa del patrimonio privato, sarà il caso di essere molto cauti sulla stima dei costi, e stiamo parlando solo dei danni materiali!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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