“Come fare una vera ricostruzione": parla il geologo Tozzi a un mese dal sisma e con scosse ancora in corso

23 settembre 2016 ore 15:51, Lucia Bigozzi
“Una vera ricostruzione passa da analisi geologica dei terreni condotta casa per casa”. E’ l’indicazione che Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, argomenta nella conversazione con Intelligonews, spiegando in maniera molto chiara cosa va fatto e cosa va evitato. 

In tema di ricostruzione e dal punto di vista tecnico, cosa c’è da fare e cosa da evitare?
 
"Da un punto di vista della ricostruzione ci vorranno tempi molto lunghi, è bene che tutti lo sappiano. Quindi il processo di ricostruzione non sarà terminato interamente prima di dieci-quindici anni e questo bisogna che tutti lo sappiano. Ci sarà una fase intermedia tra vecchie e nuove abitazioni che sarà molto lunga ed è la fase dei cosiddetti moduli prefabbricati, i vecchi container tanto per capirsi, quello non si può saltare. Detto questo, ci dovrebbe essere un’analisi geologica molto stretta sui terreni, perché una cosa importante è capire come mai Pescara del Tronto è stata completamente distrutta e Arquata no, eppure sono due paesi molto vicini". 

“Come fare una vera ricostruzione': parla il geologo Tozzi a un mese dal sisma e con scosse ancora in corso
Perché è successo? 

"Questo succede perché probabilmente Pescara del Tronto appoggia su terreni più molli che hanno amplificato le onde sismiche ed è in una zona in cui ci sono dei tagli fluviali, dunque sull’orlo di scarpate: questo peggiora le cose, a prescindere dalle modalità costruttive. Arquata invece, appoggia su una bella rocca composta da roccia dura, tant’è che il castello medievale ha avuto solo qualche merlo caduto. Dunque, l’analisi geologica è fondamentale per fare in modo che ‘l’effetto sito’, come si chiama quel fenomeno per cui una casa resta in piedi e l’altra vicina crolli pure se sono uguali venga mitigato; in sostanza serve una analisi geologica da micro-zonizzazione sismica, ovvero casa per casa; poi è necessario ricostruire secondo i criteri che della zona sismica che in quelle zone non sono stati affatto rispettati. Il tutto tenendo presente che un buon esempio è Norcia ha avuto due terremoti importanti e pur essendo medievale ha retto abbastanza bene. Norcia è un esempio di buona amministrazione oculata, che ha ricostruito bene dopo il terremoto del 1979". 

Nella fase della ricostruzione ci saranno valutazioni sulle case da abbattere e quelle da ristrutturare: anche qui, secondo lei cosa va evitato per non ripetere gli errori del passato?

"Intanto occorre vedere bene dove erano costruite queste case, ovvero se erano costruite su zone geologicamente deboli è bene che lì non ci si ricostruisca affatto; bisogna prendere il coraggio di non ricostruire se per caso viene verificato un particolare fenomeno di sito; dopodichè le regole sono sempre le stesse e più che altro in questo caso sono i controlli che devono funzionare, specie sugli edifici pubblici; controllo molto attento che non è stato fatto al momento delle ristrutturazioni delle varie case. Quindi alleggerirle nella parte superiore, abbassare il baricentro delle case, toglierle dai posti geologicamente deboli; laddove si vuole conservare la muratura occorre inserire chiavi o catene di fero, reti elettrosaldate alle mura, cioè fare in modo che l’intelaiatura della casa sia solidale con i solai e le pareti con i pavimenti e i soffitti, questa è la cosa più importante altrimenti si aprono secondo quel tragico effetto lasagna che purtroppo abbiamo visto". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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