La Corte dei Conti "cerca" la spending review ma non la trova

24 agosto 2015, Luca Lippi
La Corte dei Conti 'cerca' la spending review ma non la trova
Analizziamo i dati della Corte dei Conti riguardo spesa pubblica e spesa per beni e servizi.

SPESA PUBBLICA: Dalle tabelle della magistratura contabile emerge che il totale dei pagamenti effettuati dalle strutture pubbliche negli ultimi anni è aumentato in modo costante, arrivando a 838,1 miliardi lo scorso anno. Rispetto a tre anni prima l’incremento è stato di 25,5 miliardi (+3,1%). 

SPESA PER BENI E SERVIZI: si è registrato un costante incremento (+5,7% nel 2012, +4,2% nel 2013 e +1,5% nel 2014), con delle differenze tra le varie amministrazioni. 

Gli enti locali hanno visto aumentare le proprie spese ogni anno, anche se con percentuali molto differenti: +1,4% nel 2012, +9,5% l’anno successivo e +0,4% nel 2014. 

Le aziende sanitarie hanno replicato il trend ascendente di Comuni e Province: si è infatti registrata una crescita del +6,2% del 2012, del +6,3% nel 2013 e infine del 3,9%. Le regioni hanno invece alternato una riduzione del 12,5% nel 2012, a un aumento del 16,9% per poi scendere di nuovo del 13,9% lo scorso anno, fermandosi a 2,7 miliardi. 

Gli enti previdenziali, dopo un anno di incremento della spesa +4,6% nel 2012) e uno di variazione minima (+0,2% nel 2013), nel 2014 hanno ridotto i pagamenti del 4,5% fermandosi a 2 miliardi. 

Il settore statale, infine, nel 2012 aveva registrato un incremento della spesa del 19,7%, che negli anni successivi si è ridotta del 17,5% e del 4,1%, fermandosi a 13,3 miliardi.

In sintesi cresce la spesa del settore pubblico per l’acquisto di carta, benzina e bollette negli ultimi tre anni, passando da 121,1 miliardi del 2011 a 135,3 miliardi del 2014. In termini assoluti si tratta di un incremento di 14,2 miliardi (+11,7%). A lievitare sono state soprattutto le spese di beni e servizi delle aziende sanitarie, arrivate a 78,5 miliardi (+17,3%) e degli enti locali, che hanno raggiunto i 33,9 miliardi (+11,5%). 

Dopo anni di spending review ipotizzata e presunta, inasprimenti, e servizi sempre più costosi e non erogati, i risultati non si vedono; si intravede solamente che le risorse per i provvedimenti a beneficio di pochi sono sottratti alla collettività e ancora più spesso indirettamente contabilizzati a deficit.

Continueremo a chiedere dove saranno recuperate le risorse per i prossimi provvedimenti di tagli promessi dalla Presidenza del Consiglio. Sottolineiamo che prelevare dai conti riservati all’erogazione di servizi pagati dai cittadini (affermando che la politica del “fare” non influisce sul debito pubblico) è come farsi dare i soldi per mettere la benzina e poi prendere l’autobus senza pagare il biglietto...

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