Unioni civili, Bagnasco non scherza. E Galantino è “avvisato”

24 agosto 2015, Americo Mascarucci
Unioni civili, Bagnasco non scherza. E Galantino è “avvisato”
Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana Angelo Bagnasco è sceso in campo dopo i giorni del grande silenzio seguito all’esposizione mediatica del segretario generale Nunzio Galantino contro i politici sul tema dell’immigrazione. Un intervento in difesa della famiglia fondata sul matrimonio e contro l’equiparazione con altre forme di unione civile. 

Un attacco nemmeno troppo velato al disegno di legge Cirinnà sulle coppie di fatto che approderà in Parlamento alla ripresa dalla ferie. Bagnasco con il suo intervento è sembrato voler ricucire lo strappo fra la Cei e la piazza di San Giovanni, quella del Family Day di giugno che si era sentita abbandonata dai vescovi e dalla Chiesa dopo che proprio Galantino aveva preso le distanze dall’iniziativa del Forum per la famiglia. Posizione che in molti avevano contestato chiedendosi “ma dove sta Bagnasco ? Che ne pensa il presidente? Possibile che la posizione dei vescovi sia ormai quella di Galantino? “. 

L’intervento di Bagnasco, sembra ora smentire i timori di quanti ormai sembravano rassegnati ad una Cei eccessivamente dialogante e pronta ad abbandonare definitivamente le battaglie in difesa dei valori etici, dando la precedenza ad altre priorità, l’accoglienza degli immigrati e la lotta alle povertà. Bagnasco sembra invece confermare che la difesa dei valori non negoziabili è ancora attuale e che non saranno accettati compromessi sulla Famiglia. 

Il tutto, con il Sinodo di ottobre sullo sfondo dove sembra ormai certo, il dibattito sarà infuocato, fra conservatori - leggi Ruini e Caffarra - e i progressisti, Kasper e Forte, pronti ad affilare “le armi” sulla riammissione dei divorziati risposati all’Eucarestia e l’accoglienza delle coppie gay. Si assisterà dunque in Italia al dualismo Bagnasco-Galantino in seno alla Cei? 

Il presidente è deciso a riappropriarsi del suo ruolo di guida dei vescovi italiani dettando la linea e frenando l’interventismo del segretario bergogliano? Certo è che da oggi i promotori della piazza di San Giovanni torneranno a sentire la Chiesa un po’ meno lontana di come era sembrata nelle scorse settimane. 
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