Il soldato Jane è realtà: sì alle donne negli US Army Ranger

24 agosto 2015, intelligo

di Anna Paratore 

Il soldato Jane è realtà: sì alle donne negli US Army Ranger
Era il 1997 quando Ridly Scott portò sul grande schermo una Demi Moore come nessuno se la sarebbe mai aspettata. L’allora moglie di Bruce Willis, bellissima e molto femminile, appariva sullo schermo super palestrata, con i capelli rasati a zero e la volontà incrollabile di entrare a far parte di un corpo d’elite dell’esercito americano, di quelli vietati alle donne. La pellicola in questione era Soldato Jane, ed ebbe un notevole successo di pubblica anche se non di critica. In più, la Moore, sebbene mortificata da un look molto mascolino, riusciva ad essere ugualmente sexy sullo schermo, con un fascino ambiguo ma molto intrigante.

Un film, dunque, che però pochi giorni fa è diventato realtà nel senso che, per la prima volta, due donne americane sono entrate a far parte a pieno titolo degli US Army Ranger.  Si tratta del capitano Kristen Griest e del sottotenente Shaye Haver che dopo un estenuante corso durato 62 giorni  - un corso proibitivo anche per la maggior parte degli uomini, che insegna a superare la fatica, la fame, e lo stress di guidare i soldati in piccole operazioni di combattimento definite “estreme” – hanno ottenuto le mostrine dell’ambito corpo a Fort Benning, in Georgia, insieme a 94 commilitoni maschi.

Le due ragazze, come il loro grado fa comprendere, sono già due veterane. Kristen Griest, 26 anni, è un ufficiale della polizia militare molto stimato, mentre Shaye Haver, 25 anni, è pilota sugli elicotteri d’attacco Apache.  Le due avevano iniziato il corso insieme ad altri 400 soldati tra cui 19 donne e, come detto, solo in 96 ce l’hanno fatta ad arrivare alla fine.   “Noi stesse eravamo scettiche quando abbiamo iniziato il corso per Ranger, ed eravamo pronte per ogni evenienza, anche al fallimento perché non avevamo intenzione di dimostrare nulla a nessuno. Poi, ce l’abbiamo fatta. Meglio così”, ha detto Shaye Haver.

Dunque, ora anche le donne negli Stati Uniti potranno partecipare a combattimenti in prima linea che prevedano il corpo a corpo? Non proprio… Nel 2013, il Pentagono ha annullato il divieto che ha sempre tenuto le donne lontane da certe operazioni militari ritenute troppo impegnative per il loro mezzi. Ma le nuove regole entreranno in vigore solo il 1 gennaio del prossimo anno sempre che i tanti oppositori a questa rivoluzionaria linea politica non riescano a bloccare il nuovo corso.

“Mi auguro che il fatto di aver superato il corso da Ranger sia una chiara dimostrazione di quello che possono fare le donne all’interno delle forze armate, e si sia in grado di gestire situazioni fisicamente molto impegnative anche per gli uomini. Così come mentalmente, non c’è nulla che un uomo possa sopportare che non possa essere affrontato anche da una donna” ha detto la Griest a un’intervista concessa alla Reuters.  Un manifesto “femminista” per così dire, che però in questo caso poggia su solidissime basi . Il corso, infatti, oltre ad una serie impressionante di analisi mediche e test attitudinali, prevede anche una corsa di cinque miglia in 40 minuti, affardellati, - cioè portando con sé lo zaino e le armi - , un test di nuoto sulle 6 miglia, con tanto di prova di orientamento, 12 miglia di marcia a piedi in 3 ore, sempre affardellati, diversi percorsi ad ostacoli alcuni dei quali fin troppo impegnativi, tre giorni di alpinismo militare, tre lanci con il paracadute, quattro assalti aerei su elicotteri, esercizi di recupero da gommone, e 27 giorni di pattugliamento e combattimenti finti.  Insomma, veramente prove dure e impegnative per chiunque.

Ma come sono state accolte le due ragazze dai loro commilitoni? “Beh, all’inizio c’era soprattutto curiosità nei nostri confronti, e magari scetticismo, ma quello lo avevamo anche noi. Poi, però, nelle situazioni estreme che abbiamo dovuto superare, a nessuno importava più niente del nostro sesso. Sei lì, e combatti per la tua vita e per quella di chi hai intorno. Ce la metti tutta e il resto non conta” ha risposto Kristen.

Ecco quindi crollata un’altra barriera che divideva i due sessi. Ora non resta altro che fare il più sentito “in bocca al lupo” a Kristen e Shaye e a tutte le ragazze che le seguiranno.

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