La "Revolution Radio" dei Green Day è senza droghe e con Sophia Loren punk

24 agosto 2016 ore 16:35, Americo Mascarucci
 "Se la mia caduta è di aiuto a qualcuno, soprattutto agli adolescenti, ne sono felice. Disintossicarmi e guarire mi ha fatto riscoprire la passione per la poesia e ha cambiato il mio linguaggio. Quando parlo con gli altri ora arrivo dritto al punto senza girarci intorno".
Il frontman dei Green Day, Billie Joe Armstrong, 44 anni, racconta nel corso di un'intervista a Repubblica della sua nuova vita dopo essersi disintossicato dall'abuso di stupefacenti. Con la droga sembra aver chiuso per sempre e oggi al primo posto c'è soltanto la lotta per la "giustizia giusta".
Ai giovani vuole essere da esempio affinché non si lascino trascinare nel tunnel della droga, affinché come lui non cadano. 
Il celebre gruppo statunitense, da poco entrato a far parte della Rock and Roll Hall of Fame e vincitore di diversi Grammy Award, pubblicherà il suo 12° album in studio, Revolution Radio, il 7 ottobre. 
L’album è già disponibile in pre-ordine su iTunes: chi lo acquista riceve subito il primo singolo, Bang Bang.
"Bang Bang, un po' eastwoodiana, parla di sparatorie di massa – spiega Armstrong - Manca una legge che regolamenti in maniera più severa il commercio delle armi. Il mio obiettivo è riflettere sulla confusione politica senza lanciare slogan. Sono triste, non incazzato".
C’è spazio anche per riferimenti alle prossime elezioni in Usa. 
"È un'America sottosopra. Il partito conservatore ha fatto fatica ad accettare uno come Trump, diciamocelo. In passato c'era sempre una stanzetta riservata ai razzisti, ai bigotti e agli ignoranti. Oggi, con lui candidato, i razzisti sono usciti dalla lampada. Io lo chiamo il Partito del Razzismo. Vedi la spilletta della Loren? Alle convention le spille con gli insulti a Hillary Clinton fioccavano. Che sorte beffarda: Trump è così estremo da far sembrare Hillary un conservatore. Tra due anni i liberali americani si faranno un bell'esamino di coscienza".

La 'Revolution Radio' dei Green Day è senza droghe e con Sophia Loren punk
Il nuovo album, rivela, nasce così: "Due anni fa, a Manhattan, tornavo a casa e sono rimasto bloccato nel traffico. Era una marcia di protesta dopo il verdetto del Gran Giurì di Staten Island sul caso Eric Garner. Il paese faceva di nuovo i conti con giovani afroamericani ammazzati dalla polizia. Mi hanno detto che la protesta era per soli giovani. Io mi sento ancora giovane, voglio guardare in faccia le nuove generazioni che scoprono i Green Day la prima volta. Mi sono mescolato al branco, ho suonato la batteria, il bongo, mentre gli studenti ripetevano "No Justice, No Peace"".
Infine un attacco all'abuso di social network da parte delle giovani generazioni: "Lancerei una chitarra in faccia a quelli che abusano dei social media, sempre incollati al telefono. Il voler sorvegliare il mondo a tutti i costi è una brutta dipendenza. E io di dipendenze me ne intendo... A nessuno frega niente della privacy. Ci stordivano con 'Il punk è morto'. Ma quale punk! La privacy è morta".
Infine una dichiarazione d'amore per l'icona del cinema italiano: "Amo il cinema italiano e Sophia Loren è cittadina onoraria del punk rock".



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