Addio a Donald Henderson: eradicò il vaiolo. I dati sulla malattia

24 agosto 2016 ore 23:59, Andrea Barcariol
L'epidemiologo americano Donald Henderson è scomparso all'eta di 87 anni, a causa di complicazioni dopo la frattura di un'anca. Una vita dedicata alla medicina per un nome destinato a rimanere nella storia. Il suo contributo infatti fu fondamentale per sconfiggere definitivamente il vaiolo. Henderson a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta venne incaricato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità di condurre studi per isolare i focolai della malattia in Asia e in Africa e di dirigere una massiccia campagna di vaccinazioni. Il vaiolo, patologia letale, responsabile di gravi lesioni sul viso e sul corpo, venne dichiarato ufficialmente "eradicato" a livello mondiale nel 1980. "Henderson ha veramente cambiato il mondo in meglio. Ci mancherà", ha sottolineato Tom Inglesby, direttore del Center for Health Security dell'università di Pittsburgh e amico del grande medico.
Un tempo il vaccino contro il vaiolo era obbligatorio, una sorta di marchio inconfondibile sul braccio. Poi grazie a Henderson questa malattia devastente progressivamente si spense (l’ultimo caso in assoluto fu registrato in Somalia nel 1977).

Addio a Donald Henderson: eradicò il vaiolo. I dati sulla malattia
Il vaiolo era emersa come malattia endemica in India circa 2500-3000 anni fa, mentre il suo trasferimento dall'Africa orientale al Sud America è avvenuto nel XIX secolo
. L'arrivo del vaiolo in Europa e nel Sud-est asiatico è invece meno chiaro. La malattia non è descritta nell'Antico e nel Nuovo Testamento della Bibbia e nemmeno nella letteratura greca e romana e gli studiosi concordano che molto difficilmente una tale malattia possa essere sfuggita a una descrizione da parte di Ippocrate se si fosse manifestata nell'area mediterranea.
Ci sono due tipi di vaiolo: minore e maior. Il primo è più lieve e porta al decesso nell’1% dei casi (purtroppo però è anche quello ritenuto meno comune). Il maior, invece, ha un tasso di mortalità del 30-35%, in pochi giorni. Per chi sopravvive c’è un 65-85% di possibilità di avere orribili cicatrici soprattutto al volto, un 2% di cecità o deformità. Il virus si trasmette per via aerea, per contatto diretto con una persona malata (solitamente entro una distanza di due metri) e tramite oggetti contaminati. Si stima che il vaiolo abbia fatto 500 milioni di morti.
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