Melanoma, scoperte le fasi iniziali: ora è possibile bloccare le metastasi

24 agosto 2016 ore 23:59, intelligo
di Luciana Palmacci 

Prima di diffondersi in altre parti del corpo, è stato scoperto che il melanoma invia piccole molecole per preparare i tessuti circostanti all'invasione tumorale. Bloccando il meccanismo si potrebbe forse fermare la diffusione del tumore. È stato un gruppo di ricercatori della Tel Aviv University, in Israele, a individuarlo, un meccanismo con cui il melanoma forma le sue metastasi, diffondendosi in altre parti del corpo. Prima di raggiungere altri organi, il tumore invia piccole vescicole che contengono molecole di microRNA. Sono queste molecole ad aprire la strada all'invasione delle cellule tumorali, preparando i tessuti a riceverle. 
La ricerca, pubblicata su Nature Cell Biology, suggerisce anche una strategia per bloccare la diffusione del melanoma, che potrebbe diventare un potenziale trattamento per il tumore. Sono loro a provocare “cambi morfologici nel derma in preparazione del ricevimento e del trasporto delle cellule cancerose” hanno confermato i ricercatori che fanno parte della Tel Aviv University e del German Cancer Research Center di Heidelberg, che hanno anche annunciato di aver trovato “sostanze chimiche che possono mettere fine al processo e che sono promettenti candidati farmaci. Sono state testate con successo in laboratorio e possono servire come candidate a future medicine; per di più i cambi nel derma, come le vescicole stesse, possono essere usate come indicatori potenti per la diagnosi precoce del melanoma.

Melanoma, scoperte le fasi iniziali: ora è possibile bloccare le metastasi
Il primo passo per la diffusione del tumore è l’invasione dello strato sottostante della pelle, il derma. In questa regione si trovano infatti molti vasi sanguigni, che permettono il trasporto di cellule tumorali in altre regioni del corpo, con la formazione di metastasi. Questo tumore colpisce i melanociti, le cellule dell’epidermide che contengono il pigmento melanina, coinvolto nella colorazione della pelle e nell’abbronzatura. La scoperta rappresenta un passo importante, secondo il dottor Carmit Levy, direttore del team di studiosi israelo-tedesco, per cui la scoperta è un inizio verso il completo rimedio al più mortale cancro della pelle. “Confidiamo” ha aggiunto “che i nostri risultati ci aiutino a trasformare il melanoma in una malattia non minacciosa e facilmente curabile”.
autore / intelligo
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