Terremoto Amatrice: quanto c'è voluto per ricostruire L'Aquila? Paragoni

24 agosto 2016 ore 11:14, Luca Lippi
Sono passati 8 anni e spesi 12 miliardi di euro su L’Aquila e dintorni. Era il 6 aprile del 2009 sempre alle 3:32 del mattino (casualità inquietante) la terra nella Conca Aquilana trema e procura 309 morti,  circa 1600 feriti di cui 200 gravissimi ricoverati negli ospedali di Teramo, Avezzano, Chieti, Pescara, Ancona, Roma, Rieti, Foligno e Terni, circa 65.000 gli sfollati, alloggiati momentaneamente in tendopoli, auto, alberghi lungo la costa adriatica.
Poi segui la ricostruzione, un immenso patrimonio edilizio di 4.600 alloggi divisi in 185 edifici voluto forse con troppa fretta, ma c’era da sistemare famiglie intere e proteggerle dall’imminente inverno che da quelle parti non è proprio facile da sopportare. La fretta è stata cattiva consigliera e a fronte di una giustificabile tutela delle persone si è perduto il controllo sulle infrastrutture e soprattutto sulla pianificazione urbanistica.
Ancora oggi il governo è affannosamente alla ricerca di recuperare il patrimonio di quell’area geografica così importante ed è proprio del maggio scorso la dichiarazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti: “Nell'ultimo anno e mezzo ci sono stati passi avanti importanti: grazie ai 6 miliardi stanziati dalla legge di Stabilità 2015, che sono stati ben utilizzati, si ricomincia a vedere rinascere L'Aquila e i Comuni del Cratere".

Terremoto Amatrice: quanto c'è voluto per ricostruire L'Aquila? Paragoni

Ora la domanda è la seguente; quanti ci vorrà per ricostruire Amatrice e quanti soldi saranno destinati al progetto? È presto per parlare di certe cose, ma certamente rispetto a 8 anni fa il governo ha esperienza e competenza assai maggiore, e non dimentichiamo che L’Aquila è un comune di 69.753 abitanti, Amatrice è un comune di 2 646 abitanti.
In termini di patrimonio umano da tutelare la gestione della criticità è assai meno impegnativa come meno impegnativa sarà la ricostruzione.
Al netto di tutte le inevitabili questioni burocratiche, non sarà complicato intervenire sul patrimonio umano e artistico della città, Amatrice  è un comune italiano di 2 646 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio, dal 2015 è entrata a far parte del Club “I borghi più belli d’Italia” e confina con 4 regioni: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Territori quelli vicini che non negheranno aiuti privati oltre quelli di Stato, nel comune di Amatrice è inclusa la cima del Monte Gorzano (2458 m), la vetta più alta del Lazio. Grande rilievo avevano la Torre civica risalente al XIII secolo e le torri campanarie della chiesa di Sant’Agostino. Proprio quest’ultima si è sempre fatta apprezzare per il suo notevole portale tardo gotico e per gli affreschi quali l’Annunciazione e la Madonna con Bambino e Angeli risalenti al quattrocento. Spiccano anche la chiesa di San Francesco della seconda metà del Trecento e quella di Santa Maria di Porta Ferrata.
Recuperare questo patrimonio sarà più complicato per i professionisti del restauro e del recupero che oneroso, e forse possiamo sperare che almeno Amatrice torni a splendere come siamo abituati a viverla.
Anche Accumoli è un comune del rietino, ma di soli 667 abitanti e situato a 855 metri di altezza. Come Amatrice, fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila. Confina con tre regioni (Abruzzo, Marche e Umbria) oltre a quella di appartenenza (Lazio). È una località conosciuta per la sua Torre Civica del XII secolo, unica nel suo genere in tutta la Valle del Tronto.
Il Palazzo del Guasto del XV secolo è invece celebre perché tra il 1427 e il 1433 predicò S. Bernardino. Palazzo Cappello, infine, è un edificio a cinque piani del XVII secolo usato come caserma dei carabinieri a partire dal 1864 a 3 anni dalla costituzione dello Stato Italiano e quindi probabilmente una delle prime caserme della nuova Italia.
Ora sarà il governo a dover rendere la vita a questi luoghi come nel 1864, e non sarà così complicato. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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