Terremoto Amatrice, il sismologo Meletti: "Quasi come a L'Aquila. In corso una sequenza per giorni e settimane"

24 agosto 2016 ore 14:43, Marco Guerra
di Marco Guerra 

“Nessuna avvisaglia, è stato un sisma che non è stato preceduto da nessuna scossa. Fenomeno totalmente imprevisto”. Così ad Intelligonews parla Carlo Meletti, geologo e sismologo dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia. “Non esiste sistema efficace di previsione, unica prevenzione è l’adeguamento anti-sismico degli immobili”.

Dottor Meletti ci sono stati avvertimenti nelle vostre rilevazioni?

"No, assolutamente no. Nessuna avvisaglia, stiamo riguardando le nostre localizzali nella zona e non vediamo nessun terremoto nelle settimane passate; è stato assolutamente improvviso. Mentre, invece, adesso è in corso una sequenza con parecchie decine di terremoti, se non centinaia. E continuerà per giorni e settimane".

Addirittura per settimane?

"Sì, con magnitudo 6.0 è così. Il terremoto dell’Aquila era di magnitudo 6.3 e la sequenza è durata un anno. Ovviamente con il tempo diminuisce il numero delle scosse giornaliere". 

Terremoto Amatrice, il sismologo Meletti: 'Quasi come a L'Aquila. In corso una sequenza per giorni e settimane'
Di quale zona della penisola italiana stiamo parlando esattamente? 

"E’ una zona dell’Appennino centrale molto sismica, lo sappiamo perché c’è storia sismica molto ricca; in particolare nel 1600 ci sono state scosse molte forti. Quello del 1639 è analogo a quello di questa notte, tant’è che la zona è considerata a pericolosità sismica molto elevata".

L’alto numero di vittime è dovuto anche alla mancanza di interventi di adeguamento degli immobili?

"In Italia non si fanno quasi mai attività di adeguamento degli edifici rispetto alla reale pericolosità della zona in questi ricadono. Probabilmente quelle colpite oggi sono abitazioni molto vecchie, fatte quando non esisteva normativa anti-sismica. Mentre nel tempo qualche adeguamento è stato fatto".

L’Aquila dista appena 30 chilometri in linea d’aria. Quell’evento non è stato un campanello d’allarme?

"Che ci risulti no; noi come Istituto facciamo sempre campagna di informazione con la Protezione civile, andando nelle piazze ad informare i cittadini su quello che è la pericolosità sismica, però interventi preventivi efficaci non si fanno, purtroppo".

Anche perché servirebbe un grande piano nazionale di intervento…

"Più che altro servirebbero piccole opere molto diffuse che costerebbero meno di una grande opera faraonica; però ci vuole una volontà politica del governo e delle amministrazioni regionali, bisogna investire in sicurezza prima che avvenga il terremoto".

L’Aquila purtroppo ci ha lasciato quello strascico di polemiche legate alla possibile previsione del terremoto. Ad oggi con la rilevazione del Radon ed altre tecnologie non è possibile prevedere un sisma? 

"No, lei parla di sistemi che ancora non hanno mostrato la loro reale efficacia in Italia e in qualsiasi altra parte del mondo, dovunque sono stati fatti studi sul Radon che su altri precursori, noi ad oggi non abbiamo un sistema che sia efficace per una possibile allerta cdi terremoto che sta per arrivare. Finché non avremo sistemi di reale previsione bisogna comunque investire sulla prevenzione".  


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