Vagiti diversi per lingue diverse: la mamma detta il pianto del neonato

24 agosto 2016 ore 23:59, intelligo
di Luciana Palmacci

I neonati non parlano ancora, ma dai loro vagiti si può già intuire quale lingua parleranno in futuro e viceversa, e dipende tutto dalla madre. È quanto emerso da una ricerca guidata dall'Università tedesca di Wuezburg, pubblicata su due riviste: Speech, Language and Hearing e Journal of Voice. Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi a 21 bimbi tedeschi e ad altri 21 camerunesi nella prima settimana di vita dimostrando come cambia il pianto di un neonato a seconda della lingua parlata dalla madre. Non tutti i bimbi piangono infatti allo stesso modo, anzi, vi sono delle differenze importanti che sono attribuibili alla lingua parlata dalla mamma. 
Se si tratta di un cosiddetto linguaggio tonale, in cui è l'intonazione data alle sillabe a determinare il significato di una parola, come nel caso del cinese mandarino o di altre lingue come il Lamso del Camerun, il vietnamita, il Thai, allora il pianto del piccolo sin da subito sarà più melodico. Il cambio di tono, da basso ad alto, nel pianto è stato maggiormente osservato nei piccoli del Paese africano rispetto a quelli tedeschi, e un effetto simile anche se più lieve è stato riscontrato anche nei bimbi di Pechino. "Il loro pianto suona più come una cantilena" ha spiegato la professoressa Kathleen Wermke, autrice della ricerca. 

Vagiti diversi per lingue diverse: la mamma detta il pianto del neonato
Secondo gli studiosi i risultati evidenziano che lo sviluppo del linguaggio inizia molto prima di ciò che si potrebbe pensare. I balbettii, per esempio, si pensa siano importanti, ma lo studio suggerisce che questo processo di apprendimento può anche iniziare mentre i piccoli sono ancora nel grembo, in un procedimento noto come 'imprinting' materno. Sarebbe la lingua parlata dalla madre, che trasmetterebbe il proprio “codice” linguistico nella parte finale della gravidanza. A fare la differenza, secondo lo studio, sarebbero le caratteristiche della lingua parlata dalla mamma durante la dolce attesa: se si tratta di un idioma “tonale”, ovvero con parole che cambiano di significato in base al tipo di intonazione vocale come avviene ad esempio per il cinese mandarino, il pianto del neonato sarà particolarmente melodico, quasi musicale. Quando invece si prendono in esame lingue di tipo europeo, come l’inglese o il tedesco, l’impatto dell’inflessione materna appare minore e il piccolo può liberare a pieni polmoni i propri bisogni con il classico pianto. È la prima volta che viene dimostrata una simile differenza fin dai primi giorni di vita.
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