Lavoro, voucher disoccupati e Sia per i poveri: è la riforma dei contratti di Poletti

24 agosto 2016 ore 13:10, Lucia Bigozzi
Voucher per disoccupati al via. La tabella di marcia, anche temporale, la scandisce il ministro del Welfare Giuliano Poletti nell’intervista al Corsera. Il provvedimento scatterà a settembre e riguarderà coloro che sono rimasti senza lavoro da più di quattro mesi. L’importo dei voucher oscilla tra i 2mila e i 5mila euro e potranno essere spesi “presso i centri per l’impiego pubblici e privati autorizzati, i quali lo incasseranno solo se entro sei mesi avranno trovato un lavoro a chi lo cerca. Si tratta di un intervento che in una prima fase potrebbe riguardare 50mila disoccupati”, ha spiegato il ministro che si è poi soffermato sulla nuova fase del sostegno relativo all’inclusione attiva di chi vive in povertà. 

Lavoro, voucher disoccupati e Sia per i poveri: è la riforma dei contratti di Poletti
Anche in questo caso, Poletti porta buone notizie: “Dal 2 settembre i cittadini coi requisiti potranno presentare al Comune la domanda. Partiamo con 750 milioni di euro e prevediamo di raggiungere circa un milione persone di cui 500mila minor
i, priorità indicata dalla legge”. Questo provvedimento di fatto anticipa “il reddito di inclusione previsto dalla legge delega che attueremo nella prima metà del 2017 e per la quale puntiamo a reperire altri 500 milioni, da aggiungere al miliardo previsto, così da raggiungere una platea di 2 milioni di poveri”, ha aggiunto il titolare del Welfare. Sugli altri temi ‘caldi’ nell’agenda del post-vacanze estive, Poletti colloca il confronto coi sindacati su pensioni e mercato del lavoro: “I prossimi incontri con Cgil, Cisl e Uil sono fissati per il 6-7 e 12 settembre. L’obiettivo è di arrivare il più possibile vicino all’intesa. Lo sforzo sarà coniugare i temi della discussione con i vincoli di bilancio”. In particolare sulle pensioni e sul fatto che i sindacati dicono che servono 2,5 miliardi, il ministro non si sbilancia: “Non si può dire adesso quale sarà la dimensione dell’intervento. Certamente vogliamo sostenere le pensioni minime, varare l’Ape e risolvere la questione delle ricongiunzioni onerose, è una questione di equità: non possiamo far pagare altri costi a chi ha già versato i contributi ma in gestioni diverse”. 

Infine sul delicato capitolo relativo alla flessibilità che l’Italia sta chiedendo all’Ue, Poletti conferma che il governo “è favorevole alla contrattazione di secondo livello. Nella passata legge di Stabilità c’era già una tassazione agevolata al 10% del salario di produttività. È nostra intenzione rafforzare questa misura con la prossima manovra. Inoltre, in questa fase, le parti sociali hanno il compito di occuparsi della riforma del modello contrattuale ed è bene che lo facciano”. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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